400 COLPI

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Padroneggiare il tempo-schermo

L’esposizione agli schermi (TV, tablet, smartphone, videogames, etc…) dei bambini e bambine in età di sviluppo è pericolosa. Mentre i massmedia sostengono che ci sono argomenti contro ma anche a favore, a livello scientifico è indubbio che una sovraesposizione agli schermi nell’età dello sviluppo compromette importanti capacità quali la memoria, l’attenzione e favorisce la sedentarietà e i deficit cognitivi. Si veda la dichiarazione dei pediatri statunitensi, che non è certo un covo di radicali detrattori del progresso:  screentimef-AmericanAcademyofPediatrics

E’ vero che i videogiochi sono considerati sempre più parte della cultura ma questo non riguarda la sovraespozione in età di sviluppo bensì la considerazione sociale ricevuta. Si leggano due interessanti contributi sui videogames tratti dal dossier apparso nel dicembre 2013 su Le Monde Diplo: Dossier Le monde Diplomatique

In Italia c’è da segnalare invece il primo congresso internazionale sulle malattie per dipendenze da internet, tenutosi a Milano (marzo 2014) International Congress on Internet Addiction Disorders, organizzato da Esc-Team, guidato da Paolo Giovannelli. La fondazione cura dipendenze da internet quali come quella da Videogiochi (Game Addiction), la dipendenza da Sesso virtuale (Video pornografici, cyber-sex), la dipendenza da cellulare (Nomophobia), la ludopatia (macchinette, video-poker), la dipendenza da gioco d’azzardo on-line (Gambling on-line), la dipendenza da Facebook (Cyber relational Addiction), gli acquisti on-line (Net Compulsion), il sovraccarico di informazioni (Info Surfing, Information Overload).

Sul fronte dell’educazione ai media un ruolo d’avanguardia nel denunciare il carattere machista dei programmi italiani è svolto dal team guidato da Lorella Zanardo. Il suo celebre video “Il corpo delle donne” ha fatto il giro d’Italia su internet. Adesso il suo percorso di sguardo critico si concretizza in una miriade di interventi e lavoro con le giovani e i giovani: nuovi occhi per i media. Anche per lei “di fronte ai noi c’è lo schermo che sia della Tv o del Pc non importa, ma siamo noi a doverlo dominare!”.

Progetto unico e pazzescamente utopico è quello dei 10 giorni senza TV. Si veda il sito canadese curato da Jacques Brodeur e la sua intervista in italiano. Nella trasmissione radio 400 colpi ho intervistato il collettivo Ippolita che ha pubblicato in molte lingue una lettura critica dell’impatto non neutro di internet, facebook, google sulla vita delle persone.

Il 30 aprile si è tenuto a Parigi un importantissimo convegno dove si sono confrontate le esperienze di scuole francesi e canadesi che promuovono la settimana di spegnimento degli schermi.  Leggi qui il Report dal convegno di Parigi. Puoi anche vederlo integralmente: TUTTI I VIDEO DELL’INCONTRO SONO QUI



7 commenti su “Padroneggiare il tempo-schermo

  1. Tous
    14 febbraio 2014

    Davvero interessante, molti spunti di riflessione su un argomento sicuramente caldo, soprattutto in questo momento in cui assistiamo ad un proliferare di canali per bambini/e, con programmi aducativi, o definiti tali, a qualsiasi ora del giorno e della notte.

  2. Cate
    18 febbraio 2014

    Sono cresciuta anch’io senza televisione e anche se non lo rimpiango e se ritengo di essere sopravvissuta benissimo, penso anche che non sono allo stesso tempo riuscita a crearmi gli “anticorpi” necessari (se mi accendete un televisore davanti guardo qualunque cosa con occhio ebete). Secondo me l’ideale dunque non è senza televisione, ma televisione con metodo e con supervisione. La tecnica 10 giorni senza poi mi pare un’ottima idea per sfidare “l’inevitabilità” della TV. Ci sono esperienze di campi di vacanze dove i ragazzi e le ragazze inizialmente sono spiazzati dal non avere accesso alla TV per diversi giorni e dopo la prima giornata se ne sono già dimenticati/e.

  3. mida
    20 febbraio 2014

    Veramente mi vengono i brividi….
    Sopratutto come genitore!
    Ma come, dopo tutti questi anni, nei quali l’argomento è stato trattato e bistrattato siamo ancora qui a proporlo come se ci fossero dubbi in proposito????
    Mi sento vecchia, molto vecchia, quando ricordo già negli anni 70 e 80, la scelta di mio padre, ch in un moto di rabbia strappò addirittura il cavo della televisione…
    Io ho fatto di meglio e non ho avuto bisogno di strapparlo, il cavo, … non l’ho nemmeno comprata…
    Ma il discorso ora, nel 2014, è molto ampio…e ha risvolti che sono noti a chi comunque vive e osserva la realtà sociale in cui viviamo..
    Se spegniamo tutto dobbiamo poi fare i conti con le persone che abbiamo accanto e che spesso non conosciamo.
    Avremo qualcosa da dirci? Troveremo qualcosa da fare?
    Tutto questo potrebbe far paura….

  4. sara
    20 febbraio 2014

    Non è possibile impedire la trasformazione profnda che è in atto, e quindi lo spostamento sempre più radicale ad un approccio mediato dalla tecnologia alla realtà. E’ giusto? E’ sbagliato? di certo arreca sia danni che benefici, e sarà dei posteri l’ardua sentenza. Demonizzare la tv ha senso fino a un certo punto quando poi i nostri pargoli hanno libero accesso alla rete in millemila modi. Da genitore credo che siia indispensabile aggiungere l’ingrediente della consapevolezza, quindi parlare coi propri figli di ciò che vedono in tv, o su internet, e limitarne l’uso, creando spazi di vita diversa, alimentando la curiosità per situazioni altre, e soprattutto coltivare fin dalla culla un vivo spirito critico.

  5. tom
    20 febbraio 2014

    Io sono cresciuto con la TV, insomma sono quello che si dice essere un “bambino catodico”.
    Ho imparato più parole dalla TV (o dalle cassette VHS) che da altri umani. Certo considerando che sono nato prematuro, di parto cesario e sono qui grazie ad una serie di complesse tecniche mediche… con questi presupposti sarebbe stato strano supporre qualcosa di diverso sul piano dell’apprendimento del linguaggio.
    Sarà per questo che proprio non riesco a pensare che la televisione sia un male, ma attenzione, questo non pregiudica l’importanza che riconosco a momenti in cui la mediazione tecnologica non è richiesta. Quello che vorrei dire è che non mi sento tanto slegato dalla televisione da poterne dare un giudizio censorio. Non credo che la TV faccia male: credo che la televisione ed il suo utilizzo siano l’ennesima manifestazione delle nostre tendenze, non di un percorso necessario legato alla TV in quanto tale. In questo senso sarebbe interessante parlare dei “dieci giorni dei papà a casa”, dei “permessi per i genitori e studenti per coltivare i rapporti familiari”… Spiegandomi con questioni diverse: il fatto che si debba arrivare alle domeniche senza macchine dipende che non si è incentivata e sviluppata una sensibilità per la bicicletta…
    Ma certo… in situazione d’emergenza, senza poter forzare le altre costrizioni sociali, forse non ci rimane altro che istituire le “sospensioni delle trasmissioni” ancora una volta affermando la centralità di questa scatola che non cessa di essere al centro dei nostri desideri, anche quando negativi.

  6. solitario
    26 febbraio 2014

    insomma questo esperimento mi sembra all’avanguardia ma pensato da chi forse è nostalgico dei tempi andati, tv o non tv i valori importanti si trasmettono in altro modo, e sicuramente anche la rete e questi mille blog che tengono attaccati al pc per ore giorni interi adulti scimmiati di relazioni finte sono molto molto più perisolosi, uscite gente!!!!!!! ma senza smartphone!!!!

  7. Vania Rigoni
    18 marzo 2015

    Dovevo proprio leggerlo. Son proprio contenta di averti conosciuto…ora sono stanca ma domani navigo sui link che hai inserito…e poi ti dico. Grande la Zanardo!

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