Elogio dell’educazione lenta

Zavalloni presentava così il libro Elogio dell’educazione lenta di Joan Domènech Francesch: “Un testo che nasce dalla sua pratica di maestro, dalla sua esperienza didattica. Joan definisce i 15 principi per una educazione lenta e poi snocciola 50 idee per ‘decelerare’ il tempo. Esempi concreti, suggerimenti offerti alle scuole e alle famiglie. Joan rilancia più volte il suggerimento di Maurice Holt ‘è ora di cominciare il movimento della scuola lenta’.”Continua a leggere “Elogio dell’educazione lenta”

Storie di un’altra scuola possibile

L’estate che verrà – storie di un’altra scuola possibile, film-documentario di Claudia Cipriani.*

È un viaggio per le scuole italiane in tre tappe: tre ordini di scuola in tre diversi contesti. Tre età, tre paesaggi, tre stagioni. I riflessi delle luci sui navigli milanesi che si contemplano con lo sguardo ammaliato e inquieto dei bambini. Le solitarie nebbie padane in cui ci si rifugia e ci si cerca da adolescenti. L’assolato uliveto salernitano in cui si ride e discute a diciott’anni. È un film di insegnanti e di studenti di tre scuole in cui si ha voglia di costruire comunità educative altre. Altre rispetto a quelle volute dalle riformette della scuola che sono concepite lontane dai corridoi e dalle aule, prestando soprattutto attenzione a far tornare i conti e a guadagnarsi qualche consenso rispolverando vecchi simboli dell’autorità. Com’è possibile che tutte le riforme ignorino che i bambini imparano facendo e toccando, osservando e manipolando, si chiede incredula un’insegnante. Com’è possibile? annocheverr1

Le scuole del film non sono e non vogliono essere eccezionali: ce ne sono molte, ancor più di quante probabilmente ci si immagini, ma faticano a far sistema, stentano a imporsi come modelli per discutere il futuro della scuola pubblica in Italia. Come si costruisce un rapporto di fiducia? Come si coinvolge? Come si trasmettono i saperi? Come si valuta? Le domande che ci si pone tutti i giorni nelle scuole. Il film di Claudia Cipriani racconta di competenze diffuse e di lavori sotterranei.

annocheverr3È un film politico perché offre materiali per pensare la scuola oggi a partire da, come si dice, buone pratiche. E lo fa riprendendo con una telecamera che non si nasconde ma diventa parte della scena raccontata, lo fa cogliendo con affetto frammenti di esperienze di bambini e ragazzi che nelle scuole passano crescendo (o crescono passando) e di chi, in quelle scuole, ci resta con passione tutta la propria vita.annocheverra2

* di Andrea Lanza


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Nelle scuole felici si ascolta

Sclavi e Giornelli ci invitano a pensare all’ascolto attivo come a una dimensione importante che si distingue dall’ascolto normale perché presuppone una relazione e la volontà di stare in relazione, di riconoscere che la persona che abbiamo di fronte ha le sue ragioni ed è intelligente. giornelliVisoE’ importante pensare che il conflitto sia inevitabile perché Continua a leggere “Nelle scuole felici si ascolta”