In internet, ma non soli

Ecco alcuni consigli per nonni e nonne su come essere d’aiuto ai nipoti per la navigazione in internet. Tratto da un saggio di Silvia Vegetti Finzi. Condividere delle regole, affiancare, che non significa stare di fianco, ma essere d’aiuto ad orizzontarsi. Ecco come nonni e nonne possono essere fonte di saggenza per orientarsi in unContinua a leggere “In internet, ma non soli”

Schermi e tablet, per un approccio prudente

Sabine Duflo, psicologa e pisicoterapeuta, è promotrice di campagne contro l’uso eccessivo di TV e nuove tecnologie; in questa intervista presenta la nuova campagna “4 passi avanti” appoggiata dal ministero della famiglia francese. Spiega in modo semplice ma con basi scientifiche le ragioni per cui troppi minuti al giorno di esposizione agli schermi in etàContinua a leggere “Schermi e tablet, per un approccio prudente”

La bambina con le ginocchia sbucciate

Il tema delle risorse segrete dell’infanzia trae spunto dal sottotitolo del libro di Silvia Vegetti Finzi: “Una bambina senza stella”. Riprendendo i temi di questo suo libro, l’autrice ripercorre alcuni episodi della sua infanzia accompagnandoli da riflessioni adulte. Per capire il cambio epocale che stiamo vivendo (cambio dell’immaginario e del subcoscio), le abbiamo chiesto qualiContinua a leggere “La bambina con le ginocchia sbucciate”

Tempo per leggere

Oggi i gusti artistici (letterari, cinematrofici, musicali) vengono sempre più ridotti a semplice click (mi piace/non mi piace): il gusto artistico da giudizio qualitativo e critico si riduce a mero numero. Così si vincono i San Remo e così ci educano i vari Talent Shows: tanti mi piace o sei out. Come è possibile aiutareContinua a leggere “Tempo per leggere”

Ricordi di una bambina senza stella

Silvia Vegetti Finzi racconta le difficoltà di crescere in un mondo difficile e conflittuale come poteva essere quello del fascismo durante la II guerra: un mondo in cui era osteggiata dagli adulti, un mondo in cui come bambina era discriminata, un mondo di povertà e, persino, di abbandono familiare. Queste difficoltà non hanno tuttavia impeditoContinua a leggere “Ricordi di una bambina senza stella”

Immagini pedofile e paure incontrollate

Perché la famossima fotografia della bambina vietnamita che fugge nuda dai bombardamenti al napaln mezzo secolo fa era considerata una tragica immagine della brutalità della guerra e oggi è censurata da facebook come immagine pedofila? Cosa è cambiato nella percezione dell’infanzia in questo mezzo secolo per farci vedere diversamente la stessa fotografia?

Appunti anarchici su una neonata

Un quarantacinquenne anarchico milanese si ritrova per scelta padre. L’evento lo costringe a ripensare e a guardare indietro nella propria vita per cercare di scorgere il futuro di sua figlia. L’attesa della nascita diventa così un percorso nel tempo per capire come è diventato (o come è nato?) anarchico, chiedendosi cosa saprà comunicare a suaContinua a leggere “Appunti anarchici su una neonata”

Bambini ribelli per servire meglio il mercato

Vance Packard ha mirabilmente descritto come il mercato prende la parte dei bambini contro gli adulti, destrutturando il principio di autorità. Le sue parole del 1956 hanno una attualità dirompente. Per lui il mercato compie una subdola azione di cecchinaggio contro i simboli dell’autorità dei genitori, esaltando la ribellione per fini commerciali. Ecco la parteContinua a leggere “Bambini ribelli per servire meglio il mercato”

Socrate in classe

I bambini sono dotati di un fiuto infallibile e di un’irriducibile determinazione per le domande radicali dell’esistenza umana, perciò sono spontaneamente filosofi. L’insegnante è chiamato sempre più a diventare un partner della conversazione. Questa la premessa autobiografica dell’autrice di “Socrate in classe” e “Creature variopinte”.

Valutare senza voti

Valutare senza voti alle scuole elementari è possibile e anche legale, basta volerlo. Ne abbiamo parlato in questa intervista con il maestro Davide Tamagnini che lo fa normalmente, ha scritto un articolo in proposito ed è intervenuto al seminario SI PUÒ FARE? Laboratorio di ricerca sulla valutazione dal SAC e la rivista Gli Asini.

Metacognizione: babbuini meglio di bambine/i?

Se i babbuini si divertono con ragionamenti analogici e sono capaci di metacognizione perché a scuola bisogna iniziare solo tardi? Nel centro di primatologia di Rousset, ad Aixen-Provence, i babbuini possono accedere a loro piacimento ad alcuni test cognitivi collocati vicino al loro recinto. Ogni scimmia esegue fino a un migliaio di test ogni giorno.Continua a leggere “Metacognizione: babbuini meglio di bambine/i?”

Senza ginocchia sbucciate

Nell’ultimo suo libro Silvia Vegetti Finzi (La bambina senza stella) parla delle risorse segrete dell’infanzia: sono quelle che ogni bambino e ogni bambina ha per poter affrontare tutte le avversità della vita. L’autrice ripercorre alcuni ricordi significativi della sua infanzia alternandoli a delle riflessioni.

Lasciateli giocare

Recensione di Vera Schiavazzi a Peter Gray, Lasciateli giocare, Perché lasciare libero l’istinto del gioco renderà i nostri figli piú felici, sicuri di sé e piú pronti alle sfide poste dalla vita, Torino: Einaudi, 2015 * Arrampicarsi su un albero, giocare alla caccia al tesoro con gli amici, fare una gara di corsa e gettarsiContinua a leggere “Lasciateli giocare”

Come uscire dalla trappola

Questo articolo di Alice Miller* del 1988 è stato prima richiesto e poi rifiutato per la pubblicazione. È qui riprodotto poiché può essere utile come sintesi concreta e divulgativa, con formulazioni non troppo teoriche di alcuni concetti dell’autrice che condannò radicalmente la pedagogia nera .

Il gioco del postmoderno

Nella tradizione del gioco, ogni tenda, ogni federa, ogni pezzo di stoffa può diventare un mantello. Nelle corsie dei supermercati il mantello da Supereroe c’è, in plastica ininfiammabile e sterile. I giochi postmoderni cedono alla frammentazione dei tempi e degli spazi, non hanno più come proprio simbolo la “scatola” ma l’ubiquità, la possibilità di entrare nelle pause e negli interstizi del quotidiano: sono giochi “interinali”, a tempo determinato. I giochi della società dello spettacolo sono stupidi e puntano al divertissement. Il gioco è una perdita di tempo e i giochi postmoderni sono giochi “parassiti”, che sfruttano al meglio le nostre disponibilità di tempo. Ma d’altra parte – come il postmoderno – il gioco è un’attività libera, separata, incerta, improduttiva, regolata e fittizia. E così ci sono giochi nuovi e imprevedibili che riaprono i margini per costruirci spazi, che sono liberi, incerti, improduttivi, che permettono di costruire comunità.

Il bambino democratico

A partire dagli anni Ottanta, la crisi dell’autorità e della tradizione si sono approfondite con il neoliberismo: i partiti conservatori rifiutano il vecchio. Come cambia la pedagogia in una società in cui è sempre più radicata e radicale l’illusione che gli individui siano naturali? Le possibilità dell’azione educativa sono oggi rimesse in discussione dalla trasformazione delle nostre società in tre direzioni: la trasformazione della funzione sociale della famiglia, la difficoltà d’insegnare in una società che delegittima l’idea stessa di autorità, la progressiva riduzione della conoscenza costitutiva del soggetto a dei sapere funzionali.

L’infanzia non è un gioco

Con una mano chiediamo che i bambini siano tutelati dagli aspetti più immorali del mondo degli adulti, alimentando il mito della purezza e innocenza dell’infanzia. Con l’altra ci aspettiamo che vi si immergano fin da subito, assorbendone i principi e le regole. Adulti che vogliono diventare bambini ma che li adultizzano. Dai bambini vogliamo tutto e il contrario di tutto. Soprattutto vogliamo che siano adulti il più in fretta possibile così da placare la nostra ansia da prestazione di genitori insicuri. Ma la crescita, come una conversazione, necessita di spazi, silenzi, pause. I media sono saturi di campagne sulla difesa dell’infanzia (i pedofili, l’inquinamento, l’eccesso di violenza, il bullismo, il lavoro minorile, gli alimenti OGM, i giocattoli d’importazione, etc…). Tuttavia questa infanzia intoccabile, da difendere strenuamente contro ogni nemico e appagare a costo di indebitarsi, nasconde un lato oscuro.

Allattamento naturale: ideologia, scienza e comandamenti (2)

L’ideologia del «breast is best», sembra descrivere un corpo della donna come un’entità biologica costante, la quale raggiunge la propria essenza funzionale quando diventa non solo un corpo materno, ma un corpo materno che nutre. I sempre citati riferimenti scientifici, appena si va a fondo, non si trovano. Al loro posto le studiose hanno trovato sempre la sconfortante ammissione che saranno comunque necessarie altre ricerche. Quelle che non mancano sono invece le ricerche antropologiche che ci insegnano che l’allattamento è un fatto culturale e non naturale e come tale si presenta al mondo in molti modi.

La pedagogia del tasto play (1)

In queste pagine Stefano Laffi tratteggia una delle migliori sintesi sulle relazioni tra pedagogia e tecnologia: il tasto play è diventato forse il grande educatore? Se gli oggetti educano, qual è la pedagogia messa in atto da un ambiente materiale governato dal tasto play?

La famiglia democratica

Aneddoto di Marianella Sclavi, caso limite o caso normale nella società democratica di oggi? Due giovani genitori trattano la loro bambina, da quando è nata, come una co-protagonista di ogni decisione importante da prendere in famiglia. Ma poi succede qualcosa. E tu come reagiresti? Cosa avresti fatto prima?

I bambini sono per la maggior parte poveri e i poveri sono, per la maggior parte, bambini

Giorno dopo giorno, si nega ai bambini il diritto di essere tali. I fatti, che si burlano di questo diritto, impartiscono i loro insegnamenti nella vita quotidiana. Il mondo tratta i bambini ricchi come se fossero denaro, affinché si abituino ad agire come agisce il denaro. Il mondo tratta i bambini poveri come se fosseroContinua a leggere “I bambini sono per la maggior parte poveri e i poveri sono, per la maggior parte, bambini”

Riflessione su nuove tecnologie e prima infanzia (II)

Con la seconda parte dello scritto di Franco Lorenzoni, che ringrazio per il contributo offerto a GloBildung, continuano le riflessioni su schermi, nuovi media e lentezza pedagogica. Scava più il lombrico reale o quello virtuale?

Riflessione su nuove tecnologie e prima infanzia (I)

Continuiamo le riflessioni su schermi, nuovi media e lentezza pedagogica con uno scritto di Franco Lorenzoni in due parti, ecco la prima. Elias Canetti, in quello splendido romanzo sulla percezione infantile del mondo che è La lingua salvata, racconta di essere grato a sua madre per il senso di vastità che gli ha saputo donare.

Le tante anime di Giove

Dall’Indice della Scuola ecco l’anticipazione online della recensione di Vincenzo Viola del libro di Franco Lorenzoni, I bambini pensano grande, cronaca di Una avventura Pedagogica. “La filosofia è nascosta e noi la dobbiamo trovare. Noi, nel fare questo spettacolo, l’abbiamo trovata”.

Globildung compie un anno, grazie lettor

Grazie a voi, pochi/e lettor che nel 2014 – da ben 17 paesi del globo – avete letto qualcosa su Globildung. Siamo al primo giro. Niente tuit, purtroppo i miei post hanno bisogno di più di venti secondi (e di essere letti, non guardati). Forse se ne inizia a vedere la trama: educare al genere,Continua a leggere “Globildung compie un anno, grazie lettor”

Discorso inaugurale

In questo breve eccezionale discorso – per la prima volta integralmente sul web – la Montessori parla al popolo del rione San Lorenzo, ma anche al pianeta terra globale, unendo con poche parole i suoi pensieri: vi troviamo l’attualità dei motivi politici della pedagogia, i compiti pedagogici della politica, la sua posizione esistenziale, vicina a Nietzsche e al cristianesimo. Le nuove case per bambini, all’estero chiamate Kindergarden, avrebbero permesso nella sua idea la liberazione della donna e dei poveri.

Intelligenze senza limiti

Nella società dei talent show sembra che l’intelligenza sia capacità innata e questo è rinforzato dalla strana ideologia per cui i bambini vanno sempre e solo lodati. Lo studio di Carol S. Dweck dimostra che trasmettere un’idea dell’intelligenza come qualcosa di flessibile e migliorabile, insegnare cioè una “mentalità incrementale” centrata più sullo sforzo che sull’intelligenza o il talento, aiuta maggiormente sia nella scuola sia nella vita.

Spegnere gli schermi è possibile! … e auspicabile

“Lo schermo è pericoloso. Oggi gli studi scientifici si contano a migliaia – e gli scienziati hanno individuato i danni causati ai giovani cervelli per l’esposizione agli schermi.” Le parole di Jacques Brodeur sono semplici, non allarmiste e non fataliste, ma guardano in faccia la realtà e prendono in considerazione le malattie, le intossicazioni eContinua a leggere “Spegnere gli schermi è possibile! … e auspicabile”

Educare alla padronanza degli schermi? Sì grazie!

Il convegno Maitrise des écrans – Parigi il 30 aprile 2014 – era organizzato da insegnanti, alunni, genitori, studiosi che hanno confrontato le loro esperienze di spegnimento degli schermi sperimentate in Francia dal 2006 (175) e in Canada dal 2003 (con oltre 100). Nella presentazione si legge: “Oggi, gli schermi sono onnipresenti nella nostra vitaContinua a leggere “Educare alla padronanza degli schermi? Sì grazie!”

Giovani pionieri al Kids Marketing

Stefano Laffi si occupa da molto tempo di giovani, come ricercatore sociale e consulente. Il suo ultimo libro, La congiura contro i giovani, dice dure verità sui giovani e lo fa con parole dosate e ben scolpite. Ha il coraggio di dire che il re è nudo: il mondo in cui i giovani si trovanoContinua a leggere “Giovani pionieri al Kids Marketing”