Lasciateli giocare

Recensione di Vera Schiavazzi a Peter Gray, Lasciateli giocare, Perché lasciare libero l’istinto del gioco renderà i nostri figli piú felici, sicuri di sé e piú pronti alle sfide poste dalla vita, Torino: Einaudi, 2015 *

Arrampicarsi su un albero, giocare alla caccia al tesoro con gli amici, fare una gara di corsa e gettarsi nel fango. Il tutto prima dei dodici anni, e non solo perché lo consiglia il National Trust inglese né perché può sembrare romantico, ma per diventare più creativi e imparare a affrontare la vita con più coraggio e autonomia di chi ha passato un’infanzia tra videogiochi e playstation, senza mai incontrare bambini sconosciuti o sfuggire alla sorveglianza dei genitori.Continua a leggere “Lasciateli giocare”

Non c’è più tempo per il gioco libero

Oggi i bambini e le bambine non hanno più tempo per giocare tra di loro. tempo per esplorare, tempo per annoiarsi, tempo per inventarsi giochi, tempo per mettersi nei guai e tempo per tirarsene fuori da soli. tempo per stare con coetanei senza adulti. La vita a scuola e nel tempo libero è gestita e organizzata dagli adulti. Solo giocando possono acquisire le abilità sociali che gli serviranno da grandi: ascoltare gli altri, essere creativi, gestire le emozioni e affrontare i pericoli. streetgamesL’autore descrive il declino del tempo libero che bambini e bambine hanno a disposizione negli ultimi 40 anni collegandolo con altre salienze delle metamorfosi dell’infanzia: la diminuzione dell’empatia, l’aumento del narcisismo, la diminuzione della creatività e dell’elaborazione creativa. Importanti abilità del vivere insieme, che tutti i grandi mammiferi sviluppano tramite il gioco libero sono in pericolo: in particolare il gioco libero in gruppo permette lo sviluppo di capacità relazionali, capacità di contrattare e mediare, capacità di gestire emergenze e pericoli. Sport organizzati da adulti e tempo libero sottratto al gioco libero hanno, come in un esperimento fatto con ratti e scimmie, stanno provocando blocchi emotivi, chiusura, paura e aggressività. La privazione del gioco sarebbe persino la causa di ansia, depressione e della crescita di bambini e bambine più svantaggiate.

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Peter Gray, psicologo e ricercatore del Boston College, dalle pagine del magazine Aeon ha scritto “The Play deficit, Aeon, 18/9/2013; trad. it. “Lasciateli giocare”, Internazionale, 20-26/12/2013; dello stesso autore Free to learn, 2013.