Mercato del lavoro visto dalle bambine

Nella’intervista a RBE, l’economista Luca Flabbi (professore di economia alla University of North Carolina-Chapel Hill, già visiting professor a Barcellona, Torino, Tokyo; ora Research Fellow presso l’Institute for the Study of Labor di Bonn; consulente presso la Banca Mondiale e la Banca per lo Sviluppo Inter-Americano) ripercorre alcuni temi delle sue ricerche di Economia del lavoro degli ultimi lustri riguardo le discriminazioni di genere nel mercato del lavoro, le relazioni tra sistema di istruzione e remunerazioni, l’impatto del mercato del lavoro sulla diseguaglianza di lungo periodo.Ne emerge un quadro ricco di contrasti, rischi e opportunità. Nei paesi ad alto e medio reddito spesso la scolarizzazione femminile è uguale o leggermente migliore di quella maschile, ma nel mercato del lavoro il gap ha smesso di diminuire. Perché?Continua a leggere “Mercato del lavoro visto dalle bambine”

Paternonline

Più ci si sbraccia sul proprio blog al fine di dimostrarsi unici al mondo più si diventa generici” (Douglas Coupland)

A questo rischio si sottrae però il lavoro di riflessioni sulle pratiche pedagogiche e paterne del formatore Christian Sarno. Da anni con il suo blog bivio pedagogico si interroga sulle scelte educative, sulle responsabilità dell’essere padri oggi, su come sia cambiata la paternità e su cosa resta del padre in un mondo dove (fortunatamente) i ruoli materni e paterni vengono messi sempre più in discussione.Continua a leggere “Paternonline”

La bambina con le ginocchia sbucciate

Il tema delle risorse segrete dell’infanzia trae spunto dal sottotitolo del libro di Silvia Vegetti Finzi: “Una bambina senza stella”. Riprendendo i temi di questo suo libro, l’autrice ripercorre alcuni episodi della sua infanzia accompagnandoli da riflessioni adulte. Per capire il cambio epocale che stiamo vivendo (cambio dell’immaginario e del subcoscio), le abbiamo chiesto quali fossero gli elementi dai tempi della seconda guerra mondiale ad oggi che più l’hanno stupita di questo cambiamento nella relazione genitori-figli.

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Le maschere dell’infanzia

Cosa è l’infanzia? Cosa non è? Ogni cultura e ogni periodo storico se ne è fatta una idea che ha finito poi con il diventare una norma di riferimento. Che ruolo ha l’infanzia nell’ideologia globale? Cosa evoca questa immagine di perfezione e purezza e che idea abbiamo oggi? Da dove proviene? Perché questa confusione tra gioco e divertimento e perché questa ansia di dover sempre far divertire i nostri bambini e bambine?

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Appunti anarchici su una neonata

Un quarantacinquenne anarchico milanese si ritrova per scelta padre. L’evento lo costringe a ripensare e a guardare indietro nella propria vita per cercare di scorgere il futuro di sua figlia. L’attesa della nascita diventa così un percorso nel tempo per capire come è diventato (o come è nato?) anarchico, chiedendosi cosa saprà comunicare a sua figlia del passato in cui ha creduto. Continua a leggere “Appunti anarchici su una neonata”

La gerarchia invisibile

Gli adulti postmoderni sono posti di fronte a un dato nuovo: Marco Masoni la definisce l’invisibilità della gerarchia. Le nuove generazioni non si fanno più comandare, e così adulti (che siano genitori, insegnanti, etc…) non sanno come farsi obbedire e rispettare! L’autorità adulta è in crisi in famiglia, a scuola, ovunque. Continua a leggere “La gerarchia invisibile”

Senza ginocchia sbucciate

Nell’ultimo suo libro Silvia Vegetti Finzi (La bambina senza stella) parla delle risorse segrete dell’infanzia: sono quelle che ogni bambino e ogni bambina ha per poter affrontare tutte le avversità della vita. L’autrice ripercorre alcuni ricordi significativi della sua infanzia alternandoli a delle riflessioni. Continua a leggere “Senza ginocchia sbucciate”

Baby block

Un quarantacinquenne anarchico milanese si ritrova per scelta padre. L’evento lo costringe a guardare indietro nella propria vita per cercare di scorgere il futuro di sua figlia. Ne esce un libro molto divertente, autoironico, leggero ma con domande importanti: Baby-block, (edito da Zero in Condotta, da poco in libreria). L’attesa della nascita diventa un percorso per capire come è diventato attivista anarchico, un interrogarsi su come si può essere padri e ostinarsi a lottare  per una società molto migliore. Sono davvero tanti i pensieri che possono addensarsi in prossimità della venuta al mondo di un essere tanto desiderato, che costringe a guardare la vita con meno ideologie e con una completa apertura all’imprevedibilità del futuro. Ne ho parlato con l’autore.Continua a leggere “Baby block”

Le trappole della maternità

Cosa vuole dire oggi non dimenticare le bambine e perchè è importante nominarle? Come mai le ragazze ancora oggi una volta uscite dall’università rinunciano più spesso dei ragazzi alle loro ambizioni lavorative o comunque al loro slancio verso il mondo? Perché intorno alla maternità si usa sempre un linguaggio religioso che fa riferimento agli istinti naturali? Come incide tutto ciò nella costruzione dell’identità delle nuove madri cresciute dopo la rivoluzione femminista degli anni 70? Continua a leggere “Le trappole della maternità”

Il bambino democratico

di Andrea Lanza*

La pedagogia, da subito, dalla fine del Settecento, è animata da quella tensione insita nel voler costituire un legame tra il vecchio e il nuovo in una società che vuole diventare altro da ciò che era. Un secolo più tardi, le nuove pedagogie, quelle per esempio di Montessori e di Piaget, devono confrontarsi alla stessa sfida divenuta ancor più difficile. A metà Novecento, Hannah Arendt mostra quanto la crisi dell’educazione sia intimamente legata alla crisi dell’autorità e della tradizione:Continua a leggere “Il bambino democratico”

Coppie e famiglie: non è una questione di natura

Quali sono le nuove coppie e le nuove famiglie? Perché non si può parlare di famiglia naturale? Cosa ci insegnano le scienze antropologiche e sociologiche sulle diverse forme di famiglia? Le metamorfosi della famiglia postmoderna vedono sempre più coppie non basateContinua a leggere “Coppie e famiglie: non è una questione di natura”

Allattamento naturale: ideologia, scienza e comandamenti (2)

di Simona Forti e Olivia Guaraldo

È nell’orizzonte dell’ideologia della Grande Salute (1) che sono state condotte le campagne per l’allattamento al seno, con un vigore di gran lunga più accanito rispetto a quello con cui si propagandava, tra gli anni ’50 e ’70, il latte artificiale come la panacea per il neonato e lo strumento di liberazione per la donna. Con un linguaggio quasi bellico, oltre che mutuato dal marketing, le agenzie sanitarie, l’Organizzazione Mondiale della Sanità in testa, negli ultimi 15 anni hanno ‘messo in atto campagne’, ‘sviluppato strategie’, diffuso informazioni, confezionato opuscoli, organizzato corsi per operatori; tutto in vista dell’obbiettivo supremo: la vittoria nella battaglia finale contro il latte artificiale; la salute futura del bambino passa attraverso la produzione e l’assunzione del latte materno. Sono davvero infiniti i documenti e gli organismi che promuovono pressantemente l’allattamento al seno (2). Continua a leggere “Allattamento naturale: ideologia, scienza e comandamenti (2)”

Allattamento al seno e mistica postmoderna della maternità

di Simona Forti e Olivia Guaraldo

Lungi dal rimanere ‘antagonista’ e radicale, lo spirito che muoveva il massiccio «ritorno alla natura» di una generazione scontenta dei modelli culturali e degli stili di vita imperanti, non tardò molto ad influenzare la comunità medica, soprattutto, e questo non è certo un caso, per quanto riguardava il corpo femminile e il latte materno. (…) L’intento di promuovere l’allattamento al seno in virtù della sua naturale ‘bontà’, della sua capacità di rafforzare non solo le difese immunitarie del bambino ma anche il legame fra madre e figlio, rivela, da un punto di vista biopolitico, interessanti quanto ambigui ‘rovesci della medaglia’.Continua a leggere “Allattamento al seno e mistica postmoderna della maternità”

Padri materni ma con meno autorità

Grazie ai cambiamenti sociali e soprattutto ai movimenti femministi, i padri di oggi hanno avuto la possibilità di occuparsi dei bambini e delle bambine, ma chi si occupa di dare regole in famiglia? I nuovi padri possono scoprire tenerezza e sentimenti in una vicinanza maggiore, data anche dal dedicare più tempo sia nel gioco sia nelle cure quotidiane. Il padre materno, da san Giuseppe ai nuovi mammi (Roma: Mentelmi, 1999) è ripubblicato da Einaudi dopo 15 anni: lo studio di Simona Argentieri, aggiornato e modificato nei contenuti, esce con il medesimo titolo, senza il sottotitolo.

Scompare il padre padrone, affettivamente lontano, preso dal lavoro e incline alle punizioni, compaiono i nuovi padri, che si alternano con le madri al biberon. Eppure, capaci di assolvere tutte le funzioni della maternità con naturalezza e piacere, come incarnano la non nuova fantasia del padre materno, forte, tenero e protettivo i papà postmoderni? Cosa significa per un/a bambino/a ricevere cure paterne? Argentieri si chiede se ci siano cure paterne e cure materne. In cosa sono diverse. L’autrice percorre le diverse figure, i maschili plurali della storia, analizzando soprattutto le immagini, i quadri, la letteratura, e molto i recenti film in un viaggio nell’immaginario del padre. Si interroga soprattutto sul presente ponendo la questione dell’autorità: se i papà di oggi fanno volentieri i mammi, chi è che si occuperà di svolgere le tradizionali funzioni paterne? Alcune donne sono troppo pronte a delegare al nuovo padre, altre persistono nell’escluderlo creando frustrazioni nei nuovi padri che non si sentono mai uguali. Mettere al mondo e prendersi cura non sono sufficienti senza assumersi le responsabilità genitoriali che mettano in discussione le tradizionali divisioni dei sessi (divisioni nel lavoro domestico, divisioni nell’accudimento, divisioni nel tempo per lo spazio pubblico, divisioni nel dare regole, etc..). In definitiva per Argentieri esistono funzioni essenziali che possono e devono essere svolte da entrambi i genitori e non tanto in un modo maschile e in uno femminile. Se la rivoluzione femminista ha messo in discussione la divisione tradizionale dei ruoli, si tratta oggi di inventarne nuovi, dividendo cure e responsabilità. Uno dei rischi più forti del padre di oggi è quello di sottrarsi a questa responsabilità, un nuovo tipo di fuga sotto forma non di sottrazione di iper-presenza limitata alla cura. Chi viene al mondo ha bisogno invece di una responsabilità di entrambi i genitori.

RECENSIONI:

Oltre alla recensione di Valentina Pigmei su Pagina99, si segnalano la recensione di Marco Franzoso su Gli Asini, n.24, novembre-dicembre 2014 e l’articolo di Sara Honegger sul medesimo numero della rivista; sempre su Gli Asini n.24 la recensione di Simona Argentieri al romanzo di Franzoso .

ASCOLTA L’INTERVISTA  A SIMONA ARGENTIERI SU RBE/400COLPI