Smarrimento cognitivo sequenziale

Mi sembra che ci siano sempre più casi sfumati tra disabilità e disturbo (quando non generica difficoltà) che riguarda proprio attenzione e temporalità; da un punto di vista funzionale noi vediamo gravi difficoltà ma le diagnosi poi non ci spiegano molto. A scuola arrivano davvero alunni/e con crescenti capacità carenti o sono le diagnosi cheContinua a leggere “Smarrimento cognitivo sequenziale”

Quando sarai grande (tornerai a casa sol*)

Perchè i bambini fino a 14 anni devono tornare a casa da scuola con degli adulti? Chiara Saraceno oggi su Repubblica ci dà ragionevoli idee sul perché non sia opportuno. Vorrei però chiedermi come sia possibile che oggi sia potuto venire in mente il contrario (vietare la libera scelta alle famiglie). Forse educare all’autonomia nonContinua a leggere “Quando sarai grande (tornerai a casa sol*)”

Siamo innocenti?

“E l’uomo del nostro secolo non poteva trovare altro modo più chiaro di esprimere il proprio scontento rispetto al mondo, il proprio disgusto di fronte alle cose come sono, del rifiuto di assumersi la responsabilità di tutto questo di fronte ai figli. Quasi che ogni giorno i genitori dicessero:

Tempo per leggere

Oggi i gusti artistici (letterari, cinematrofici, musicali) vengono sempre più ridotti a semplice click (mi piace/non mi piace): il gusto artistico da giudizio qualitativo e critico si riduce a mero numero. Così si vincono i San Remo e così ci educano i vari Talent Shows: tanti mi piace o sei out. Come è possibile aiutareContinua a leggere “Tempo per leggere”

Immagini pedofile e paure incontrollate

Perché la famossima fotografia della bambina vietnamita che fugge nuda dai bombardamenti al napaln mezzo secolo fa era considerata una tragica immagine della brutalità della guerra e oggi è censurata da facebook come immagine pedofila? Cosa è cambiato nella percezione dell’infanzia in questo mezzo secolo per farci vedere diversamente la stessa fotografia?

Giocando si impara

Lasciateli giocare perché lasciare libero l’istinto del gioco renderà i nostri figli piú felici, sicuri di sé e piú pronti alle sfide poste dalla vita. Il gioco infantile è un metodo di apprendimento per l’essere umano così come per altri mammiferi. Giocando si cresce e si acquisisce fiducia. Giocando si apprende tutto quello che serveContinua a leggere “Giocando si impara”

Le maschere dell’infanzia

Cosa è l’infanzia? Cosa non è? Ogni cultura e ogni periodo storico se ne è fatta una idea che ha finito poi con il diventare una norma di riferimento. Che ruolo ha l’infanzia nell’ideologia globale? Cosa evoca questa immagine di perfezione e purezza e che idea abbiamo oggi? Da dove proviene? Perché questa confusione traContinua a leggere “Le maschere dell’infanzia”

Baby block

Un quarantacinquenne anarchico milanese si ritrova per scelta padre. L’evento lo costringe a guardare indietro nella propria vita per cercare di scorgere il futuro di sua figlia. Ne esce un libro molto divertente, autoironico, leggero ma con domande importanti: Baby-block, (edito da Zero in Condotta, da poco in libreria). L’attesa della nascita diventa un percorsoContinua a leggere “Baby block”

Lasciateli giocare

Recensione di Vera Schiavazzi a Peter Gray, Lasciateli giocare, Perché lasciare libero l’istinto del gioco renderà i nostri figli piú felici, sicuri di sé e piú pronti alle sfide poste dalla vita, Torino: Einaudi, 2015 * Arrampicarsi su un albero, giocare alla caccia al tesoro con gli amici, fare una gara di corsa e gettarsiContinua a leggere “Lasciateli giocare”

Come uscire dalla trappola

Questo articolo di Alice Miller* del 1988 è stato prima richiesto e poi rifiutato per la pubblicazione. È qui riprodotto poiché può essere utile come sintesi concreta e divulgativa, con formulazioni non troppo teoriche di alcuni concetti dell’autrice che condannò radicalmente la pedagogia nera .

Il bambino democratico

A partire dagli anni Ottanta, la crisi dell’autorità e della tradizione si sono approfondite con il neoliberismo: i partiti conservatori rifiutano il vecchio. Come cambia la pedagogia in una società in cui è sempre più radicata e radicale l’illusione che gli individui siano naturali? Le possibilità dell’azione educativa sono oggi rimesse in discussione dalla trasformazione delle nostre società in tre direzioni: la trasformazione della funzione sociale della famiglia, la difficoltà d’insegnare in una società che delegittima l’idea stessa di autorità, la progressiva riduzione della conoscenza costitutiva del soggetto a dei sapere funzionali.

L’infanzia non è un gioco

Con una mano chiediamo che i bambini siano tutelati dagli aspetti più immorali del mondo degli adulti, alimentando il mito della purezza e innocenza dell’infanzia. Con l’altra ci aspettiamo che vi si immergano fin da subito, assorbendone i principi e le regole. Adulti che vogliono diventare bambini ma che li adultizzano. Dai bambini vogliamo tutto e il contrario di tutto. Soprattutto vogliamo che siano adulti il più in fretta possibile così da placare la nostra ansia da prestazione di genitori insicuri. Ma la crescita, come una conversazione, necessita di spazi, silenzi, pause. I media sono saturi di campagne sulla difesa dell’infanzia (i pedofili, l’inquinamento, l’eccesso di violenza, il bullismo, il lavoro minorile, gli alimenti OGM, i giocattoli d’importazione, etc…). Tuttavia questa infanzia intoccabile, da difendere strenuamente contro ogni nemico e appagare a costo di indebitarsi, nasconde un lato oscuro.

Baby promoters e baby consumatori

Sarah è una ragazzina brillante e vivace, ha un buon carattere, che a scuola la trasforma in una piccola calamita, sempre al centro del divertimento. Passa molto tempo al computer e ultimamente ha cominciato a usare internet per giocare e chattare. Sarah ha anche un segreto: essendo una ragazzina piena di impegni e con molti contatti, è stata reclutata attraverso la chat-room di un sito per bambini per lavorare come venditrice. Questa è una delle tante storie contenute nel libro di denuncia del Kids marketing di Mayo e Nairn: Baby consumatori, come il mercato compra i nostri figli.

La Sfida dei 10 giorni senza schermi, una formula sperimentata per ridurre il tempo-schermo

La dipendenza dagli schermi è un problema sociale sempre più rilevante che può essere affrontato solo con sinergie tra istituzione e società, tra famiglie e insegnanti, per dare concrete alternative felici per il tempo libero alle nuove generazioni nel gioco con altri/e. Broduer descrive gli esperimenti che, creando un momentaneo distacco dagli schermi, hanno permesso un approccio molto più consapevole ai partecipanti di questi progetti.

Fantastiche tecnologie moderne … per servire i bambini o per asservirli?

I capi di industrie che utilizzano gli schermi per catturare l’attenzione dei bambini sono ben consapevoli dei danni ma non vi rinunciano per le strategie di marketing. Esperte in campo medico, pedagogico, dei servizi sociali e sociologhe descrivono i rischi di malattie e disfuzioni legate all’eccesso di tempo-schermo. Ci sono però alternative, ben collaudate da anni da migliaia di giovani e le loro famiglie.

L’entusiasmo dei bambini per gli schermi: preoccuparsi o no?

Genitori, insegnanti e operatori sanitari vedono aumentare ad alta velocità la quantità di tempo che bambini e adolescenti trascorrono davanti agli schermi di tutti i tipi a discapito del tempo libero e del tempo di dialogo. Per fortuna si stanno studiando gli effetti positivi del distacco dagli schermi e ci sono progetti che coinvolgono la cittadinanza partendo dalle scuole, come quelli diffusi dall’autore di questo articolo Jacques Brodeur.

Allattamento naturale: ideologia, scienza e comandamenti (2)

L’ideologia del «breast is best», sembra descrivere un corpo della donna come un’entità biologica costante, la quale raggiunge la propria essenza funzionale quando diventa non solo un corpo materno, ma un corpo materno che nutre. I sempre citati riferimenti scientifici, appena si va a fondo, non si trovano. Al loro posto le studiose hanno trovato sempre la sconfortante ammissione che saranno comunque necessarie altre ricerche. Quelle che non mancano sono invece le ricerche antropologiche che ci insegnano che l’allattamento è un fatto culturale e non naturale e come tale si presenta al mondo in molti modi.

Allattamento al seno e mistica postmoderna della maternità

La maternità, vissuta in forma totalizzante, con l’allattamento naturale che si impone come norma postmoderna, trasforma le madri in una specie di delirio professionale per il quale ogni madre è pediatra, psicologa, educatrice, intrattenitrice, nonché autista, dei propri figli. Il progetto emancipazionista del femminismo critico delle filosofe Simona Forti e Olivia Guaraldo non sembra rinunciare a fare parlare le donne. Contro la mistica della maternità, che eleva il corpo femminile ad una dimensione moralmente superiore in virtù innanzitutto della sua capacità nutritiva, le femministe propongono un riappropriarsi della dimensione pubblica delle madri.

La famiglia democratica

Aneddoto di Marianella Sclavi, caso limite o caso normale nella società democratica di oggi? Due giovani genitori trattano la loro bambina, da quando è nata, come una co-protagonista di ogni decisione importante da prendere in famiglia. Ma poi succede qualcosa. E tu come reagiresti? Cosa avresti fatto prima?

I bambini sono per la maggior parte poveri e i poveri sono, per la maggior parte, bambini

Giorno dopo giorno, si nega ai bambini il diritto di essere tali. I fatti, che si burlano di questo diritto, impartiscono i loro insegnamenti nella vita quotidiana. Il mondo tratta i bambini ricchi come se fossero denaro, affinché si abituino ad agire come agisce il denaro. Il mondo tratta i bambini poveri come se fosseroContinua a leggere “I bambini sono per la maggior parte poveri e i poveri sono, per la maggior parte, bambini”

Riflessione su nuove tecnologie e prima infanzia (II)

Con la seconda parte dello scritto di Franco Lorenzoni, che ringrazio per il contributo offerto a GloBildung, continuano le riflessioni su schermi, nuovi media e lentezza pedagogica. Scava più il lombrico reale o quello virtuale?

Riflessione su nuove tecnologie e prima infanzia (I)

Continuiamo le riflessioni su schermi, nuovi media e lentezza pedagogica con uno scritto di Franco Lorenzoni in due parti, ecco la prima. Elias Canetti, in quello splendido romanzo sulla percezione infantile del mondo che è La lingua salvata, racconta di essere grato a sua madre per il senso di vastità che gli ha saputo donare.

Discorso inaugurale

In questo breve eccezionale discorso – per la prima volta integralmente sul web – la Montessori parla al popolo del rione San Lorenzo, ma anche al pianeta terra globale, unendo con poche parole i suoi pensieri: vi troviamo l’attualità dei motivi politici della pedagogia, i compiti pedagogici della politica, la sua posizione esistenziale, vicina a Nietzsche e al cristianesimo. Le nuove case per bambini, all’estero chiamate Kindergarden, avrebbero permesso nella sua idea la liberazione della donna e dei poveri.

Giovani pionieri al Kids Marketing

Stefano Laffi si occupa da molto tempo di giovani, come ricercatore sociale e consulente. Il suo ultimo libro, La congiura contro i giovani, dice dure verità sui giovani e lo fa con parole dosate e ben scolpite. Ha il coraggio di dire che il re è nudo: il mondo in cui i giovani si trovanoContinua a leggere “Giovani pionieri al Kids Marketing”

Litigare fa bene

Per Daniele Novara la proposta contenuta nell’ultimo suo libro (Litigare fa bene, insegnare ai propri figli a gestire i conflitti, per crescerli più sicuri e più felici) riassume tutto il suo lavoro ormai più che ventennale. Il conflitto è il principale antidoto alla violenza (e non è all’origine): “l’educazione alla socialità passa piuttosto attraverso l’educazioneContinua a leggere “Litigare fa bene”

Una scena politica – a 10 anni

“Maestra, maestra in bagno c’è una scena politica!”, con queste parole Marta, una bambina di dieci anni, ha ritenuto doveroso segnalare quello che stava succedendo. Un litigio durante l’intervallo tra un bambino e una bambina di una quinta elementare, che saggiamente la maestra aveva lasciato ricomporre alla classe (per promuovere l’autoregolazione dei conflitti), stava adessoContinua a leggere “Una scena politica – a 10 anni”

Non c’è più tempo per il gioco libero

Oggi i bambini e le bambine non hanno più tempo per giocare tra di loro. tempo per esplorare, tempo per annoiarsi, tempo per inventarsi giochi, tempo per mettersi nei guai e tempo per tirarsene fuori da soli. tempo per stare con coetanei senza adulti. La vita a scuola e nel tempo libero è gestita eContinua a leggere “Non c’è più tempo per il gioco libero”