Perdere tempo per educare

“La più importante, la più utile norma di tutta l’educazione? Non è guadagnare tempo ma perderne” (Rousseau) Un testo coraggioso e molto approfondito, mi ha colpito l’analisi corredata di fonti precise e tutto il lavoro filosofico che sta dietro alle parole. Filosofo e maestro di scuola primaria, Simone Lanza ha fondato la sua esperienza e, di conseguenza anche il suo libro, sulla condivisione di saperi, collaborazione e attivazione nel gruppo. Senza dare priorità a nessuno, fondanti per lui Agape, Mce e le varie esperienze in ambito scolastico e pedagogico. È un libro denso di domande e di ricerca di risposte. Nella prima parte si può incontrare la realtà spesso poco edificante: l’adulto che si identifica con il proprio bambino, l’evaporazione dell’età adulto, lo Screen Time come furto di attenzione e tempo, il tema della diminuzione del tempo del sonno e del tempo in movimento. Il tempo e la proposta di cui è ricca la seconda parte del testo è proprio la perdita di tempo. Considerando la gestione del tempo sempre troppo scarso e accelerato, “il tempo del cervello disponibile scarseggia e il marketing se lo sta contendendo”, Lanza propone alcune modalità di gestione a partire dal pensiero di alcuni grandi: Buber, Arendt, Rousseau, Feuerstein, Spitzer, Latouche. Proprio quest’ultimo ha introdotto il libro con una prefazione ricca e illuminante: la decrescita parte dall’ascolto dei bisogni di ognuno a da una decelerazione per apprendere meglio. Si parla tanto di rapporti intergenerazionali, di conflitto (a questo proposito viene condivido il pensiero di Daniele Novara), di scuola e si propone una pedagogia lenta per consentire di accelerare i processi di apprendimento. Sembra un paradosso ma funziona proprio così. Ci sono anche alcuni approfondimenti su concetti-chiave, come démariage, autorità, regole, cooperazione. Lo consiglio a insegnanti, genitori, educatori allenatori. Un po’ a tutti.

Paola Cosolo Marangon (Conflitti, n. 2, 2021) Recensione del libro :

Simone Lanza, Perdere tempo per educare, educare all’utopia nell’epoca del digitale, Writeup, Roma, 2020

Pubblicato da Simone Lanza

Sono nato nel 1971 a Milano, ma ho avuto la fortuna di scegliere di migrare e finora ho cambiato 18 dimore. Vivo con S. che ha messo al mondo A. e insieme riempono la mia vita di gioia e rendono le fatiche più leggere. Lavoro attualmente come maestro elementare presso la scuola all’aperto Cesari (Niguarda, Milano). Conduco la trasmissione radio 400 COLPI su RBE. Ho lavorato nella cooperazione sociale come direttore di cooperativa, responsabile del personale e responsabile economico-finanziario. Dal 2001 al 2005 sono stato vicedirettore del centro ecumenico di Agape. Dopo la laurea in filosofia a Urbino nel 1998, avevo conseguito il master in cooperazione e sviluppo a Pavia e quello di management delle imprese sociali a Torino; recentemente ho conseguito anche la laurea di scienza della formazione a Torino. Nella cooperazione internazionale avevo lavorato in Chiapas e, in Italia, nell’ambito della formazione di cooperanti. Ho pubblicato qualche articolo di carattere antropologico, etico e politico. Ho collaborato con gruppi di appoggio zapatisti e di solidarietà con i migranti; ho organizzato seminari e conferenze su diversi temi legati alla globalizzazione e all’educazione, insomma ho contribuito e continuerò a contribuire alla circolazione e contaminazione di idee per costruire un mondo con meno ingiustizie sul pianeta terra.

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