Smarrimento cognitivo sequenziale

Mi sembra che ci siano sempre più casi sfumati tra disabilità e disturbo (quando non generica difficoltà) che riguarda proprio attenzione e temporalità; da un punto di vista funzionale noi vediamo gravi difficoltà ma le diagnosi poi non ci spiegano molto. A scuola arrivano davvero alunni/e con crescenti capacità carenti o sono le diagnosi che sono sempre più precise? O una cosa non esclude l’altra?

Jack

Descrivendo la deprivazione culturale (sia per motivi genetici che ambientali) come esposizione casuale agli stimoli del mondo (priva di mediazione consapevole degli adulti) Feuerstein descrive “una gamma di comportamenti fortemente orientati al presente che possiamo chiamare dimensione orizzontale dell’esperienza, in cui c’è scarso interesse per il passato e il futuro.”1 Si tratta delle conseguenze comportamentali e cognitive di chi viene esposto direttamente al mondo con una scarsa mediazione educativa umana. Gli effetti maggiori sono una rappresentazione episodica e frammentata della realtà, la compromissione di diverse funzionalità correlate allo sviluppo nella temporalità. Le abilità si manifestano in modo frammentario e persistono difficoltà nella comprensione del senso complessivo dell’esperienza del mondo.

Il processo temporale lo sviluppo della nozione di tempo nel bambino secondo Piaget – è un importante prerequisito per lo sviluppo di diverse funzioni esecutive, tra cui soprattutto le sequenze nell’organizzazione motoria. In età prescolare e nei primi anni di scuola primaria si riscontrano sempre più spesso diverse problematiche che potrebbero essere riconducibili allo smarrimento cognitivo sequenziale. Nel caso in cui questo smarrimento sia osservabile, in assenza di diagnosi come deficit sensoriali, ritardi mentali, disturbi dell’attenzione, iperattività, etc… si può definire questo disturbo specifico come primario ed essenziale come sindrome di Jack.2 Attraverso la diagnosi funzionale si possono osservare delle funzioni compromesse che si rinvengono a carico dell’organizzazione temporale e spaziale, del controllo della velocità esecutiva generale, dei processi della successione; nell’organizzazione temporale di notizie, nel raccontare e ordinare esperienze nel tempo, nel seguire un discorso lungo, nel collocare o ricordare nella giusta sequenza esperienze vissute, nell’incomprensione di consegne plurime; insomma nell’esecuzione disordinata e nella rappresentazione episodica della realtà, in un disordine sequenziale della memoria, in una concentrazione intermittente. Tutte difficoltà che saranno poi esplosive – in ambito scolastico – soprattutto nell’area logico-matematica (dove è determinante la capacità di ordinare spazialmente e temporalmente numeri, simboli e figure), ma anche e sempre più nell’ambito linguistico, iniziando dall’espressione orale (dove un messaggio dura e si esaurisce nel tempo) e culminando nella lettura. La valutazione funzionale ci conferma l’insistenza del disturbo temporale dello smarrimento cognitivo sequenziale in diverse situazioni e con diversa intensità anche dove verranno poi diagnosticate, o sono state già diagnosticate, altre patologie (autismo primario, disturbi generalizzati dello sviluppo, morbo di Parkinson, alcune patologie neuromotorie, alcune forme epilettiche, etc…) e in alcuni disordini funzionali (disturbi specifici di apprendimento, disturbo dell’attenzione e iperattività). Tutti casi in cui è decisiva la funzione della successione.images4pas

Potere diagnosticare precocemente e funzionalmente non tanto i potenziali disturbi specifici di apprendimento quanto un quadro ancora più grande di smarrimento cognitivo sequenziale permette ovviamente di intensificare la mediazione educativa, rinforzando le prestazioni esecutive, aiutando la persona a contenere lo stato di smarrimento cognitivo ed emotivo nelle situazioni comunicative cooperative in generale, andando a sostenere soprattutto l’organizzazione temporale. Di fronte a questi casi occorre intensificare la mediazione nel racconto, fare raccontare e ordinare in un senso complessivo temporale le proprie esperienze, aumentare la comunicazione verbale sequenziale, allungando i dialoghi e favorendo i giochi che sviluppano concentrazione e le capacità spazio-temporali; controllare l’impulsività e l’inibizione di stimoli esterni.

Molti dei disturbi in età scolastica (a partire dai deficit di attenzione e dai disturbi specifici di apprendimento) sono oggi da ricondurre a dei disordini nelle funzioni di sequenzializzazione. La successione sostiene e regola il comportamento animale e umano ed in particolare alcune funzioni (coscienza, motricità, percezioni, pensiero, memoria, linguaggi); la funzione sequenziale è primaria e ha come ambito di esercizio il tempo e lo spazio.

1R. Feuerstein , R. S. Feuerstein , L. H. Falik , Y. Rand Il programma di Arricchimento Strumentale di Feuerstein, Trento, Erickson, 2006, p. 147

2P. Crispiani, C. Giaconi, La sindrome di Jack. Smarrimento cognitivo sequenziale ovvero i bambini che si perdono nelle sequenze, Parma, Junior, 2008

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