400 COLPI

educare alla libertà nelle difficoltà della globalizzazionene INTERVISTE, RECENSIONI, FRAMMENTI, COMMENTI

scuole 10 giorni senza schermi

In questa intervista la maestra e scrittrice Sophie Rigal-Goulard ci racconta come la vera esperienza delle scuole che per 10 giorni permettono a tutt le famiglie dei loro allievi di vivere senza schermi sia diventato un racconto, appena tradotto in italiano. Lei ha vissuto la sfida dei dieci giorni, e ne ha scritto un libro come ha saputo di questa sfida?

Allora di questa sfida ne ho sentito parlare la prima volta alla radio; alla radio c’erano due bambini dell’hinterland parigino, circa tre anni fa, che testimoniavano e raccontavano della loro esperienza sui loro dieci giorni senza schermi e, ascoltando questa testimonianza, che mi ha subito interessato molto, ho avuto voglia di conoscerla di persona – e ho subito pensato di scriverci sopra qualcosa, un racconto.

Volevo domandarvi da quanto esiste questa sfida?smartphneontheroad

E’ un fenomeno che esiste da molto più tempo e che va sempre più diffondendosi; la sfida dei giorni senza schermi è sempre più importante, perché la praticano molte scuole in Francia, Canada e Stati Uniti. Le cose vanno aumentando, specialmente in questi ultimi anni, e ci sono sempre più scuole in Francia che si lanciano nella sfida: c’è chi fa anche solo 5 giorni senza schermi, e c’è chi fa 10 di giorni; la cosa sta prendendo piede e l’esperimento va diffondendosi e si sta ampliando sempre più.

Quando si parla di schermo che tipo di schermo si intende?

Parlo naturalmente di tutti gli schermi, come lo spiega la maestra all’inizio del racconto. Sì proprio tutti gli schermi. Come nel racconto che ho scritto, l’esperimento include tutti i tipi di schermo dalla televisione all’ipod e tutti gli altri oggetti – pc, tablet, playstation – dove ci sono degli schermi.

Crede che ci siano dei pericoli per una esposizione prolungata agli schermi?

Io vi parlo da un punto di vista pedagogico, perché sono 25 anni che sono maestra: alla scuola elementare ho visto cambiare bambini e bambine nel corso del tempo. Ho davanti ai miei occhi 25 anni di bambini che hanno frequentato la scuola e devo dire che negli ultimi anni, e in modo crescente, hanno sempre meno facilità a concentrasi. sì credo che ci sia una diminuzione della capacità di attenzione e concentrazione. Trovo che passano da una attività all’altra sempre più velocemente, non riescono più a stare su un oggetto alla volta. Penso che la televisione non li aiuti assolutamente, perché il tempo davanti agli schemi non li aiuta a stare concentrati. In famiglia forse parlano di meno che prima. Il deficit di attenzione, il disinteresse per la lettura e i bassi risultati scolastici sono questioni legate al tempo trascorso davanti agli schermi. Penso che questo non li aiuti assolutamente e volevo assolutamente parlarne in un libro.

Lei ha visto come si svolge la sfida: ma è vero che sono obbligati a stare senza schermi per 10 giorni o cosa succede?10giornisenzaschermi

Concretamente la sfida – così come è descritta nel mio libro e così come l’ho vista svolgere – funziona in questo modo: le maestre avvisano le famiglie, si segnala la sfida alle altre classi della scuola, si organizzano manifesti che vengono appesi, e poi per 10 o 15 giorni – dipende dalla durata che si sceglie – ogni mattina, ogni pomeriggio e ogni sera, con la massima onestà ciascuno si scrive quante volte riesce a non vedere uno schermo, i ragazzi si scrivono sul loro quaderno tutto. Infatti l’obiettivo è essere onesti con se stessi e fare ciascuno il proprio meglio, ognuno guadagna un punto ogni volta che riesce a fare a meno, cioè che riesce a stare senza accendere nemmeno uno schermo per un certo periodo della giornata. Per aiutare i bambini a compiere questo viaggio gli insegnanti danno degli esercizi da svolgere in aula e a casa. Sono esercizi di esternazione delle emozioni, dei sentimenti e delle opinioni. Ogni studente riceve un diario personale dove durante la sfida senza schermi – si annota le sue scelte, segna i suoi punti e parla di quello che ha fatto prima della Sfida, durante i 10 giorni e dopo la sfida. E’ come un gioco! La maestra cerca con gli alunni di organizzare delle attività nel pomeriggio per evitare di accendere gli schermi.

Nella sua esperienza la sfida che effetti ha avuto sugli scolari?

Dopo questa sfida gli allievi sono più tranquilli, c’è meno baldoria, soprattutto c’è più disponibilità a parlare e relazionarsi tra loro; c’è meno stanchezza in classe e meno fatica a tenere la classe. Cosa c’era ancora come risultato? Alcuni non vogliono accendere più la televisione – o semplicemente la guardano meno spesso – perché non ne sentono il bisogno, perché si sono abituati a farne a meno e hanno trovato qualcosa di meglio; e poi sono meno sedentari, meno aggressivi. Didatticamente è provato che mantengono una maggiore concentrazione sia durante la sfida sia dopo la sfida. Sì ci sono degli effetti benefici soprattutto a livello di concentrazione.

Quale e’ il tema del libro e perché ci sono due personaggi opposti?

In effetti ho voluto offrire i due punti di vista, anche se forse può sembrare un po’ banale: all’inizio c’è un ragazzo che si oppone all’esperimento e una ragazza che aveva voglia ma aveva un po’ paura. non partono dunque con la stessa opinione, ma poi si trovano, si incontrano, fanno sforzi per parlarsi e relazionarsi. Finiscono per trovare una volontà diversa, passano e raggiungono diversi traguardi. Nel racconto si susseguono così diverse voci e diversi punti di vista. Ciascuno è testimone di una particolare esperienza familiare e della sua relazione con gli schermi. Credo che così i bambini si riconoscono necessariamente in qualcuno. Ho voluto servirmi del clima che c’è sempre nelle classi e che ho riscontrato e di questo clima ho voluto servirmene per scrivere questo racconto.

ASCOLTA L’INTERVISTA INTERA

promuovi in Italia la campagna di aiuto alle famiglie:

4 passi per gestire gli schermi in famiglia

SUL TEMPO-SCHERMO

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 16 giugno 2018 da in educare ai media, globalizzazione con tag , , , , .

Navigazione

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Categorie

Articoli Recenti

Follow 400 COLPI on WordPress.com

NEL MESE

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: