Sorvegliare e punire

Circolano ancora le idee di mettere telecamere nei nidi e poliziotti nelle scuole superiori. Ma quali possono essere le alternative? Sorvegliare e punire sono modalità ancora diffuse e propagandate da media e politici. Modalità che escludono investimenti educativi nel futuro della nostra società ma che perpetuano la carenza conflittuale, ossia l’incapacità delle persone di stare e creare conflitti significativi.

Nella prima parte dell’intervista Daniel Novara ripercorre alcune tappe della sua biografia per ricordarci la provenienza politica e disobbediente della sua nonviolenza, lontana da ogni buonismo e invece dentro le lotte politiche per il disarmo nucleare. In campo educativo la nonviolenza significa educare al conflitto. Con un paradosso solo apparente possiamo dire che chi sa stare nel conflitto può essere nonviolento mentre chi rimuove il conflitto rischia di cadere nelle trappole della violenza.NovaraDaniele

Nella seconda parte Daniele Novara spiega perché litigare bene senza l’intervento degli adulti sia però un privilegio che hanno sempre più bambini/e, anche se spesso gli adulti preferiscano ancora intervenire, cercare il colpevole, imporre la soluzione. Mentre nelle scuole superiori si manda la polizia per evitare le droghe, si vogliono mettere telecamere ai nidi per screditare e sorvegliare educatori.

litigarefabene2Oggi c’è bisogno di sostenere le famiglie, aggredite dal Marketing, aiutarle nel loro ruolo educativo. Le famiglie di oggi abbracciano una logica amicale [su questo blog vedi “Il bambino democratico” e “La famiglia democratica“] che trasferisce le decisioni ai figli, rinunciando all’assunzione di responsabilità educative. Per evitare che crescano bambini tirannici che diventeranno adolescenti repressi con forti carenze conflittuali, occorre investire nella professionalità di chi lavora nelle scuole in tenera età, come il personale dei nidi e delle scuole materne e in aiuti concreti alle famiglie.litigarefabene

ASCOLTA LE PUNTATEDI 400 COLPI: 476 E 477

ASCOLTA SOLO L’INTERVISTA COMPLETA A DANIELE NOVARA

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Simone Lanza

Sono nato nel 1971 a Milano, ma ho avuto la fortuna di scegliere di migrare e finora ho cambiato 18 dimore. Vivo con S. che ha messo al mondo A. e insieme riempono la mia vita di gioia e rendono le fatiche più leggere. Lavoro attualmente come maestro elementare presso la scuola all’aperto Cesari (Niguarda, Milano). Conduco la trasmissione radio 400 COLPI su RBE. Ho lavorato nella cooperazione sociale come direttore di cooperativa, responsabile del personale e responsabile economico-finanziario. Dal 2001 al 2005 sono stato vicedirettore del centro ecumenico di Agape. Dopo la laurea in filosofia a Urbino nel 1998, avevo conseguito il master in cooperazione e sviluppo a Pavia e quello di management delle imprese sociali a Torino; recentemente ho conseguito anche la laurea di scienza della formazione a Torino. Nella cooperazione internazionale avevo lavorato in Chiapas e, in Italia, nell’ambito della formazione di cooperanti. Ho pubblicato qualche articolo di carattere antropologico, etico e politico. Ho collaborato con gruppi di appoggio zapatisti e di solidarietà con i migranti; ho organizzato seminari e conferenze su diversi temi legati alla globalizzazione e all’educazione, insomma ho contribuito e continuerò a contribuire alla circolazione e contaminazione di idee per costruire un mondo con meno ingiustizie sul pianeta terra.

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