400 COLPI

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La bambina con le ginocchia sbucciate

Il tema delle risorse segrete dell’infanzia trae spunto dal sottotitolo del libro di Silvia Vegetti Finzi: “Una bambina senza stella”. Riprendendo i temi di questo suo libro, l’autrice ripercorre alcuni episodi della sua infanzia accompagnandoli da riflessioni adulte. Per capire il cambio epocale che stiamo vivendo (cambio dell’immaginario e del subcoscio), le abbiamo chiesto quali fossero gli elementi dai tempi della seconda guerra mondiale ad oggi che più l’hanno stupita di questo cambiamento nella relazione genitori-figli.

Innanzitutto nascono figli desiderati, quasi tutti sono figli del desiderio e figli molto amati. Sono generazioni, quelle del dopoguerra, che hanno avuto molto amore. Infatti, nella anamnesi che noi psicologi conduciamo, gli anni dell’infanzia sono ricordati come l’età dell’oro, tutti rimpiangono il periodo in cui erano bambini e, se potessero, vorrebbero tornare indietro. Però l’amore, in un certo senso, può essere troppo e alcune volte ritengo siano troppo amati, troppo protetti, troppo coccolati, troppo difesi dalle difficoltà della vita nella pretesa dei genitori di rendere felici i loro figli. Ma come sostiene Françoise Dolto, grande psicanalista francese, noi adulti non siamo obbligati, non è un dovere quello di rendere felici i ragazzi e i bambini che abbiamo accanto. Il nostro dovere è quello di aiutarli a crescere e renderli adulti, di far sì che sviluppino le loro potenzialità, le loro virtualità. Se poi saranno anche felici, tanto meglio.

bambina-senza-stellaPenso agli ultimi quarant’anni quando una psicologa, Alice Miller, si chiedeva quante generazioni sarebbero dovute passare prima che si prendesse pubblicamente le distanze dai maltrattamenti infantili. La psicanalisi ha giocato un ruolo nei cambiamenti sociali?

Ancora più che nei cambiamenti sociali direi nell’antropologia, nella modalità dell’uomo di pensare se stesso. Adesso nessuno avrà la pretesa di conoscere tutto di un altro e di essere trasparente a se stesso. Ognuno sa di avere una parte oscura, di non essere padrone in casa propria, di avere tante volte delle pulsioni che non riesce a controllare. Anche di fronte ai bambini non c’è più questa pretesa di conoscenza limpida e perfetta di tutti i loro moti dell’anima. Sappiamo che anche i bambini hanno dei lati segreti, hanno dentro di sé un mistero e che questo sé più intimo e segreto va comunque rispettato. Direi che un lato molto positivo è l’essere meno invasivi e l’essere anche meno sicuri dei nostri provvedimenti educativi. smartphneontheroadIl termine “disciplina”, per esempio, è venuto meno insieme all’autoritarismo della famiglia patriarcale. Ora nella famiglia paritetica vigono, soprattutto, rapporti affettivi più che rapporti d’autorità, di potere e di prestigio. Quindi sono gli affetti che ci regolano, anche se questi affetti sono molto fragili perché viviamo in una società in crisi, in cui il futuro si è fatto scuro. Com’è scritto su un muro della metropolitana milanese “non c’è più il futuro di una volta”. Questo vuol dire che non c’è molta fiducia nel domani e abbiamo paura che i nostri figli non avranno la possibilità di vivere come noi abbiamo vissuto, che si troveranno di fronte a grandi insicurezze, a grandi difficoltà e questo fa sì che o li difendiamo eccessivamente o ci trasformiamo in allenatori e cerchiamo di prepararli alla vita attraverso un agonismo sicuramente eccessivo. Il ragazzino che deve essere sempre più degli altri, che deve fare più sport, sapere più lingue, avere più esperienze, essere più competitivo: questo non mi piace perché le risorse dei bambini vanno ricercate in un modo molto attento alla loro particolarità. Non ci sono delle ricette valide per tutti, nessuno ci garantisce che avranno successo nella vita. Anzi, se guardiamo le biografie degli uomini più illustri, vediamo che hanno avuto delle vite difficili e che nessuno li ha trattati come un allenatore alle olimpiadi della vita.

SONY DSCPassando al mondo d’oggi, quali sono le difficoltà più grosse che vedi nella crescita dei bambini e delle bambine?

Ne dirò una molto immediata, anche se può sembrare di poco conto: sono troppo impegnati, hanno troppi compiti, troppo da studiare. Tante volte non potrebbero mai svolgere i compiti a casa da soli: la scuola esige che, accanto a loro, si sieda un genitore o un adulto che li supporti, che li segua e, tante volte, addirittura che li sostituisca. La richiesta è troppa, non c’è più rispetto per quello che è la libertà, per quello che è la solitudine. Oltre alle ore di scuola, che sono troppe, si aggiungono dei compiti scolastici che sono eccessivi, si aggiungono degli impegni del tempo libero e, lasciatemelo dire, non c’è niente di meno libero del cosiddetto “tempo libero”! Tutto questo viene a scapito di quello che era il mondo dei bambini, che c’era fino a qualche generazione fa, quando i ragazzini giocavano nelle piazze, nei campetti, nell’oratorio, sulle spiagge delle località di mare o lungo i pendii della montagna. streetgamesOra, invece, tutto questo non esiste più. Non hanno né spazio, né tempo per sé e questa perdita di autonomia, di libertà, di spontaneità fa sì che siano poi bambini che abbiano un’intelligenza molto logica, che siano molto competenti, che sappiano tutto soprattutto sui dinosauri (la mania dei bambini!), ma siano ben poco capaci di essere creativi. Quella che viene meno in questo serraglio, in questa gabbia dorata che noi tessiamo intorno a loro, è appunto la creatività, la capacità di essere innovativi, di essere trasgressivi, di crearsi un pensiero divergente rispetto a quelle che sono le aspettative della scuola. Nonostante tutti gli esperti nel mondo del lavoro, in particolare la Fondazione Agnelli, da generazioni insistano che non ci servono personalità esecutive ma personalità creative poi, in realtà, nella vita quotidiana stiamo allevando delle generazioni che, a mio avviso, sono più esecutive che creative.

C’è un messaggio che il libro vuole dare ai genitori di oggi?

Direi di non sostituirsi ai figli, di prendersi le loro responsabilità. Penso ad un film di Nanni Moretti, che voi tutti conoscerete “Caro Diario”, in cui una coppia di genitori passeggia sulla spiaggia di Salina insieme a due amici e, ad un certo punto, rivolta agli amici ma indicando il figlio di dieci anni che sta camminando con loro, dice: «noi gli diciamo sempre a nostro figlio, ma vuoi un fratellino? Ma ti facciamo un fratellino? Ma lui risponde sempre di no e allora…» e si stringono nelle spalle e procedono oltre. Questa responsabilità se avere o no un secondo figlio spetta a noi genitori non ai ragazzi, non ai bambini. Qui c’è uno scambio di responsabilità del tutto inadeguato. Altre volte, invece, i genitori assumono su di sé quelle che dovrebbero essere le responsabilità dei figli e allora decidono loro quali sono gli amici, quale sarà la scuola, quali saranno le lingue studiate, i viaggi, quale liceo da seguire, la professione da fare e, persino, in certi casi la “morosa” da scegliere. Direi ai genitori: passate il testimone, lasciate che le generazioni crescano in modo che, progressivamente, si assumano le loro responsabilità anche a costo di sbagliare, perché è chiaro che scegliere significa rinunciare a delle possibilità e anche poter sbagliare. Ma senza errori, senza rischi non si cresce. carodiarioPenso che questa sia la prima generazione che non conosce le ginocchia sbucciate. Invece, lasciate che si sbuccino le ginocchia, che picchino il naso contro un ostacolo, state loro vicini, sosteneteli, ma non sostituitevi. Lasciate che questa generazione abbia, come tutte le precedenti, la possibilità di cavarsela da sola.


finzi(intervista trascritta e pubblicata dalla redazione de La scuola domenicale, ottobre 2016, anno IV, n.2, pp. 126-131)

* L’intervista a Silvia Vegetti Finzi, realizzata da Simone Lanza nell’ambito della trasmissione “400 colpi – Educare alla libertà nelle difficoltà della globalizzazione” di Radio Beckwith Evangelica, è stata trasmessa il 8 e il 15 febbraio 2016 e può essere ascoltata integralmente.

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Questa voce è stata pubblicata il 10 marzo 2017 da in comune, gioco, nuovi ruoli genitoriali con tag , , , , , , , , .

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