Immagini pedofile e paure incontrollate

Perché la famossima fotografia della bambina vietnamita che fugge nuda dai bombardamenti al napaln mezzo secolo fa era considerata una tragica immagine della brutalità della guerra e oggi è censurata da facebook come immagine pedofila? Cosa è cambiato nella percezione dell’infanzia in questo mezzo secolo per farci vedere diversamente la stessa fotografia?kim-phuc-vietnam-1972

Perché oggi le immagini di bambini e bambine normali sono pixelizzate per tutelare l’infanzia? Perché quando il bambino o la bambina è carnefice o vittima vengono invece mostrate, anzi esibite e spettacolarizzate?

E’ come se bambini e bambine normali fossero impresentabili e si potessero mostrare solo carnefici, vittime o modelli pubblicitari. Quali sono le maschere dell’infanzia e perché l’infanzia ha bisogno di maschere?

A nove anni Kim Phúc fu fotografata nuda e in lacrime dopo un bombardamento al napalm: dopo quarant’anni per fortuna sarà curata gratis negli Stati Uniti, ma intanto le immagini vengono lette in modo radicalmente diverso.

Un poliziotto tiene in braccio un bambino e pratica la respirazione bocca a bocca (“qualcuno lo chiama porco, io lo chiamo signore!”). Era una campagna in difesa della polizia di mezzo secolo fa: perché allora non poteva essere letta come una esplicita allusione alle inclinazioni pedofile delle forze dell’ordine? Cosa è cambiato?

Qualcuno lo chiama maialeStefano Benzoni si chiede cosa sia successo in questo cambio di lettura? cosa è cambiato dellanostra rappresentazionedell’infanzia? Cosa hanno modificato i processi di globalizzazione? Che ideologia dell’ifanzia hanno creato? L’infanzia è associata a tanti compromessi, rappresentazioni ideali ma come ci occupiamo pubblicamente e privatamente condensa molte contraddizioni.

 


Questi e altri spunti sono nel libro di Stefano Benzoni, L’infanzia non è un gioco. Paradossi e ipocrisie dei genitori di oggi, Roma-Bari, Laterza, 2013 e nell’intervista di RBE.

LEGGI UN ESTRATTO DEL SUO LIBRO QUI

ASCOLTA L’INTERVISTA A STEFANO BENZONI

Pubblicato da Simone Lanza

Sono nato nel 1971 a Milano, ma ho avuto la fortuna di scegliere di migrare e finora ho cambiato 18 dimore. Vivo con S. che ha messo al mondo A. e insieme riempono la mia vita di gioia e rendono le fatiche più leggere. Lavoro attualmente come maestro elementare presso la scuola all’aperto Cesari (Niguarda, Milano). Conduco la trasmissione radio 400 COLPI su RBE. Ho lavorato nella cooperazione sociale come direttore di cooperativa, responsabile del personale e responsabile economico-finanziario. Dal 2001 al 2005 sono stato vicedirettore del centro ecumenico di Agape. Dopo la laurea in filosofia a Urbino nel 1998, avevo conseguito il master in cooperazione e sviluppo a Pavia e quello di management delle imprese sociali a Torino; recentemente ho conseguito anche la laurea di scienza della formazione a Torino. Nella cooperazione internazionale avevo lavorato in Chiapas e, in Italia, nell’ambito della formazione di cooperanti. Ho pubblicato qualche articolo di carattere antropologico, etico e politico. Ho collaborato con gruppi di appoggio zapatisti e di solidarietà con i migranti; ho organizzato seminari e conferenze su diversi temi legati alla globalizzazione e all’educazione, insomma ho contribuito e continuerò a contribuire alla circolazione e contaminazione di idee per costruire un mondo con meno ingiustizie sul pianeta terra.

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