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Appunti anarchici su una neonata

Un quarantacinquenne anarchico milanese si ritrova per scelta padre. L’evento lo costringe a ripensare e a guardare indietro nella propria vita per cercare di scorgere il futuro di sua figlia. L’attesa della nascita diventa così un percorso nel tempo per capire come è diventato (o come è nato?) anarchico, chiedendosi cosa saprà comunicare a sua figlia del passato in cui ha creduto.

La cultura politica degli anni 70, con cui cresce negli anni del riflusso, sembrano ormai vecchie fotografie in bianco e nero, come quelle degli anarchici dell’800. Nella terza elementare della scuola sperimentale che frequentava ricevette questo compito autentico: “il sanguinario caudillo Franco è intenzionato a garrotare cinque antifascisti spagnoli. Tutto il mondo libero è indignato. Prova a scrivere una tua lettera di protesta a quel vile carnefice.” Dopo un primo abbaglio per il comunismo albanese, grazie allo scoutismo animato da giovani cattolici radicali milanesi che gli parlavano di Fanon e Sandino, approda così all’anarchia. Una volta padre, e non certo giovane, ironizza sulla sua età non rinunciando a criticare il sistema gerontocratico dell’Italia di oggi. babyblock2Lascia trapelare il suo amore per la donna con cui ha scelto di mettere su famiglia, non rinunciando a nutrire dubbi sull’autoritarismo di questa istituzione tanto criticata da chi, come lui, la liquidava insieme a stato, preti, dei, ospedali e caserme. Rimane irriverente nei confronti dei genitori con cui però si è in qualche modo riconciliato: ce lo lasciano capire i piccoli traumi familiari smorzati dal senno, ma soprattutto dal sorriso, del poi. Una trama avvincente, per cui si usano tutti i tempi verbali. Una trama soprattutto ironica quando non esilarante, che sa ridere del passato, pur provandone una immensa nostalgia. I pensieri alternano la corsa verso l’ospedale, dove la sala parto è una macelleria, ai ricordi del giovane ribelle, in una Milano a tratti surreale. L’autobiografia si fa romanzata con un effetto di espressionismo privo di sbavature stilistiche. Bello, semplice, corto (ottanta paginette) ma profondo e senza grandi pretese: si passa dalle gesta rivoluzionarie della resistenza armata sull’appennino tosco-emiliano al primo schiaffo del padre o alla rievocazione della dolce morte della nonna. Davvero tanti sono i pensieri che possono addensarsi in prossimità della venuta al mondo di un essere tanto desiderato, che costringe a guardare la vita con meno ideologie e con una completa apertura all’imprevedibilità del futuro. Si può essere anarchici e padri nello stesso tempo? Cosa si riesce a salvare del collettivismo anarchico mettendo su famiglia? Famiglia e impegno politico sono conciliabili? Sembra in realtà quasi una lettera scritta alla figlia per quando sarà grande. Lettera personale ma che tocca le contraddizioni di una generazione intera, cresciuta pensando di cambiare il mondo con la rivoluzione e che ha poi invece patito la dittatura di 30 anni di neoliberismo. Una generazione che vedeva Spazio 1999 (e il 2000) come orizzonti futuri molto lontani: quando poi sono arrivati erano davvero diversi da come si erano immaginati allora. Una sosta tra passato e futuro con molte incertezze e dubbi, ma con riflessioni lucide e autoironiche. Baby block: un quaderno per gli appunti di una neonata, un blocco o impedimento che costituisce la neonata in quanto persona diversa che sta di fronte e si contrappone, un block che nostalgicamente ricorda gli spezzoni del corteo; queste e altre polisemie si dispiegano nel breve racconto. Cosa saprà raccontare poi nella vita reale l’autore a sua figlia?babyblock Sa essere padre e anarchico allo stesso tempo? Sa dividere il suo amore tra compagna, figlia e anarchia? Quali “no” saprà darle come aiuto? Su questi temi il libro non si sbilancia. Perché le difficoltà dell’educazione libertaria nelle famiglie di oggi potrebbero costituire un tema da condividere maggiormente, visto il mondo difficile in cui viviamo e i sogni rivoluzionari che ci portiamo sempre dentro e faticosamente non ci stanchiamo di realizzare?

Simone LANZA; recensione di Dino TADDEI, Baby-block, Milano: Zero in Condotta, 2015I

LEGGI L’INTERVISTA ALL’AUTORE

 

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Questa voce è stata pubblicata il 24 gennaio 2017 da in autorità, nuovi ruoli genitoriali con tag , , , .

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