Nelle scuole felici si ascolta

Sclavi e Giornelli ci invitano a pensare all’ascolto attivo come a una dimensione importante che si distingue dall’ascolto normale perché presuppone una relazione e la volontà di stare in relazione, di riconoscere che la persona che abbiamo di fronte ha le sue ragioni ed è intelligente. giornelliVisoE’ importante pensare che il conflitto sia inevitabile perché siamo diversi e non dobbiamo averne paura, ma proprio il pensare il conflitto come un elemento universale dell’esperienza umana ci permette di non universalizzare la guerra o la concorrenza. Nel conflitto il diverso punto di vista può invece trasformarsi in risorsa e ci può aiutare a dare maggiore profondità alla visione comune. Per questo bisogna intendere il conflitto come qualcosa di creativo ed entrare in conflitto senza prefigurarsi l’esito ma prestando ascolto. Ma tutto ciò si può insegnare e imparare a scuola? Perché per ascoltare occorre abbandonare il mito della spontaneità delle emozioni?  Quale lavoro bisogna fare nella gestione delle emozioni? Ma le scuole felici dove si pratica l’ascolto attivo esistono già o sono solo ricette per un mondo futuro possibile? Quali sono gli ingredienti per l’ascolto attivo e la mediazione creativa? Come si può realmente trasformare il conflitto in modo creativo? Perché il gruppo di pari può essere una risorsa nell’apprendimento scolastico? Nelle scuole tutto questo si fa poco ma si fa, perché bambini e bambine di oggi hanno sempre più bisogno di ascolto e non di adulti incollati a smartphone, tablet e altre macchine che non dialogano. Giornelli e Sclavi spiegano come, e come questo possa aiutare la formazione di cittadine e cittadini attive.

ASCOLTA L’INTERVISTA (I PARTE)


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:copertina

Marianella Sclavi, Arte di ascoltare e mondi possibili: come si esce dalle cornici di cui siamo parte, Pescara: Le vespe, 2000 (ristampato nel 2003 da Bruno Mondadori)

Marianella Sclavi e Gabriella Giornelli, La scuola e l’arte di ascoltare: Gli ingredienti delle scuole felici, Milano: Feltrinelli, 2014

 

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Simone Lanza

Sono nato nel 1971 a Milano, ma ho avuto la fortuna di scegliere di migrare e finora ho cambiato 18 dimore. Vivo con S. che ha messo al mondo A. e insieme riempono la mia vita di gioia e rendono le fatiche più leggere. Lavoro attualmente come maestro elementare presso la scuola all’aperto Cesari (Niguarda, Milano). Conduco la trasmissione radio 400 COLPI su RBE. Ho lavorato nella cooperazione sociale come direttore di cooperativa, responsabile del personale e responsabile economico-finanziario. Dal 2001 al 2005 sono stato vicedirettore del centro ecumenico di Agape. Dopo la laurea in filosofia a Urbino nel 1998, avevo conseguito il master in cooperazione e sviluppo a Pavia e quello di management delle imprese sociali a Torino; recentemente ho conseguito anche la laurea di scienza della formazione a Torino. Nella cooperazione internazionale avevo lavorato in Chiapas e, in Italia, nell’ambito della formazione di cooperanti. Ho pubblicato qualche articolo di carattere antropologico, etico e politico. Ho collaborato con gruppi di appoggio zapatisti e di solidarietà con i migranti; ho organizzato seminari e conferenze su diversi temi legati alla globalizzazione e all’educazione, insomma ho contribuito e continuerò a contribuire alla circolazione e contaminazione di idee per costruire un mondo con meno ingiustizie sul pianeta terra.

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