Nella scuola felice si può…

Ma esistono le scuole felici? Si possono provare a costruire? Quali sono gli ingredienti? Una scuola elementare senza zaino, senza voti, senza libri e senza fotocopie dove ciascun bambino e ciascuna bambina può scegliere ogni giorno cosa imparare è una bella idea per il futuro? Come si possono provare a costruire? Quali sono gli ingredienti? Una scuola senza zaini, senza libri di testo, senza fotocopie e senza voti può essere una proposta positiva?TamagniniSclaviAbbiamo intervistato un maestro che ogni giorno cerca di imparare dai bambini e dalle bambine. Un maestro che crede che insegnare sia un atto d’amore e che debba insegnare significhi davvero lasciare un segno. Nella classe gli alunni e alunne lavorano in modo autonomo, in alcune sessioni di lavoro addirittura mentre uno studia scienze, l’altra fa esercizi di matematica e un altro italiano. Una scuola che si basa sul valore positivo dell’errore perché senza errore non c’è apprendimento. Una scuola che quindi valorizza gli sbagli e bandisce i voti perchè inutili per valutare le competenze e demotivanti per chi li riceve. Una scuola elementare dove ciascun bambino e ciascuna bambina può scegliere ogni giorno cosa imparare è una bella proposta per il futuro nella misura in cui è già praticata oggi.


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Simone Lanza

Sono nato nel 1971 a Milano, ma ho avuto la fortuna di scegliere di migrare e finora ho cambiato 18 dimore. Vivo con S. che ha messo al mondo A. e insieme riempono la mia vita di gioia e rendono le fatiche più leggere. Lavoro attualmente come maestro elementare presso la scuola all’aperto Cesari (Niguarda, Milano). Conduco la trasmissione radio 400 COLPI su RBE. Ho lavorato nella cooperazione sociale come direttore di cooperativa, responsabile del personale e responsabile economico-finanziario. Dal 2001 al 2005 sono stato vicedirettore del centro ecumenico di Agape. Dopo la laurea in filosofia a Urbino nel 1998, avevo conseguito il master in cooperazione e sviluppo a Pavia e quello di management delle imprese sociali a Torino; recentemente ho conseguito anche la laurea di scienza della formazione a Torino. Nella cooperazione internazionale avevo lavorato in Chiapas e, in Italia, nell’ambito della formazione di cooperanti. Ho pubblicato qualche articolo di carattere antropologico, etico e politico. Ho collaborato con gruppi di appoggio zapatisti e di solidarietà con i migranti; ho organizzato seminari e conferenze su diversi temi legati alla globalizzazione e all’educazione, insomma ho contribuito e continuerò a contribuire alla circolazione e contaminazione di idee per costruire un mondo con meno ingiustizie sul pianeta terra.

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