Senza ginocchia sbucciate

Nell’ultimo suo libro Silvia Vegetti Finzi (La bambina senza stella) parla delle risorse segrete dell’infanzia: sono quelle che ogni bambino e ogni bambina ha per poter affrontare tutte le avversità della vita. L’autrice ripercorre alcuni ricordi significativi della sua infanzia alternandoli a delle riflessioni. E’ l’infanzia di una bambina derisa e presa in giro in quanto bambina, in un mondo dove bambini e bambine erano ingannate e talvolta anche percosse; un mondo – quello dell’Italia durante la II guerra mondiale – dove le bambine erano discriminate molto più che oggi rispetto ai bambini. Un mondo dove la protagonista subisce gli effetti delle leggi razziali e viene abbandonata dalla famiglia.

Come ha potuto una bambina in queste condizioni crescere bene e strutturarsi in una personalità adulta, autonoma e libera? Come è stato possibile in un mondo di povertà e di difficoltà incontrare testimoni illuminate che l’hanno aiutata a liberare le risorse segrete? Cosa ci dicono oggi queste memorie dell’infanzia di un mondo che sembra lontanissimo? Cosa ci dice questa infanzia oggi dove il rischio è quello – opposto – dell’iperprotezione? Cosa dicono a un mondo dove i bambini e le bambine si dividono tra iperprotetti e  milioni di migranti bambini/e che fuggono guerre e povertà? Cosa dicono a un mondo dove bambini e bambine non hanno più le ginocchia sbucciate?


 

ASCOLTA L’INTERVISTA A SILVIA VEGETTI FINZI

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PRIMA PARTE

SECONDA PARTE


 

Nell’intervista, dopo averci raccontato la sua infanzia Silvia Vegetti Finzi, pone alcuni importanti interrogativi alle famiglie di oggi: si è passati da un’infanzia quasi dimenticata all’iperprotezione dell’infanzia. Non c’è più il futuro di una volta. Bambine e bambini non giocano più liberi lontano dallo sguardo adulto.BambinasenzaStella Non possiamo certo rimpiangere l’infanzia senza stella, ma nemmeno far finta che questa iper-protezione sia benefica: è un invito a lasciare bambini/e giocare e sperimentare da soli e da sole. Un invito ad evitare che tra adulti e bambini/e ci siano scambi di responsabilità, come quelli su cui già ironizzava Nanni Moretti (l’autrice in diverse conferenze ha commentato alcuni passaggi di Caro Diario): bambini/e che decidono se avere fratelli e sorelle, adulti che strutturano l’intero tempo libero dei bambini con tantissime attività.

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Simone Lanza

Sono nato nel 1971 a Milano, ma ho avuto la fortuna di scegliere di migrare e finora ho cambiato 18 dimore. Vivo con S. che ha messo al mondo A. e insieme riempono la mia vita di gioia e rendono le fatiche più leggere. Lavoro attualmente come maestro elementare presso la scuola all’aperto Cesari (Niguarda, Milano). Conduco la trasmissione radio 400 COLPI su RBE. Ho lavorato nella cooperazione sociale come direttore di cooperativa, responsabile del personale e responsabile economico-finanziario. Dal 2001 al 2005 sono stato vicedirettore del centro ecumenico di Agape. Dopo la laurea in filosofia a Urbino nel 1998, avevo conseguito il master in cooperazione e sviluppo a Pavia e quello di management delle imprese sociali a Torino; recentemente ho conseguito anche la laurea di scienza della formazione a Torino. Nella cooperazione internazionale avevo lavorato in Chiapas e, in Italia, nell’ambito della formazione di cooperanti. Ho pubblicato qualche articolo di carattere antropologico, etico e politico. Ho collaborato con gruppi di appoggio zapatisti e di solidarietà con i migranti; ho organizzato seminari e conferenze su diversi temi legati alla globalizzazione e all’educazione, insomma ho contribuito e continuerò a contribuire alla circolazione e contaminazione di idee per costruire un mondo con meno ingiustizie sul pianeta terra.

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