Educare al genere senza stereotipi

E’ possibile oggi educare al genere senza ricadere in altri stereotipi o contro-stereotipi? Chi ha interesse a spaventare i genitori per il diffondersi di programmi che lavorano sulla differenza di genere nelle  scuole etichettandoli come “teoria del gender”? Quali sono gli stereotipi da decostruire oggie le sfide per costruire un mondo con meno discriminazioni?

Nell’intervista Giulia Selmi ci parla dei dell’importanza di partire dalla differenza originaria -indicata come quella di genere – per comprendere meglio il carattere sessuato dell’esperienza. Spiega come la “teoria del gender” sia una invenzione intellettualmente disonesta per discreditare un ambito di studi complesso e variegato al suo interno (i gender studies) che ha l’obiettivo trasformativo della società: queste diverse teorie infatti non accolgono l’idea che debbano persistere nella nostra società differenze di genere gerarchiche e nemmeno una superiorità dell’orientamento sessuale eterosessuale su quello omosessuale. Ci sono invece diverse teorie su come il genere si produca come costruzione sociale.


ASCOLTA L’INTERVISTA A GIULIA SELMI

PRIMA PARTE 440

SECONDA PARTE 441

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Selmi spiega anche quali sono i progetti della ampia rete che si è creata in Italia sull’educare al genere nei due meeting nazionali di Roma. Sottolinea come tra gli adolescenti di oggi sia forte e opprimente una cultura omofoba che discrimina l’omosessualità, portando a numerosi casi di bullismo e inducendo al suicidio.
Per Selmi è importante continuare e rinnovare il lavoro di educare dalla parte delle bambine con la consapevolezza che oggi si devono gettare delle basi affinchè anche i maschi facciano i lavori tradizionalmente femminili (e non solo viceversa) a partire dalla totale mancanza di maschi nei lavori di cura (in ospedali, nidi, scuole materne ed elementari, etc…).

Nel lavoro educativo sarebbe ideologia la pretesa di fare tabula rasa degli stereotipi, ma le le tecniche oggi usate partono da questa consapevolezza: anche se non è mai possibile liberarsi degli stereotipi, si può cercare insieme di criticarli, di interrogarli e di lasciare ale spalle i peggiori di essi.


Bibliografia – alcuni studi citati nell’intervista:

Elena Gianini Belotti, Dalla parte delle bambine, Milano: Feltrinelli, 1973
Gamberi, C., Maio, M.A., Selmi, G. (a cura di), Educare al genere. Riflessioni e Strumenti per articolare la complessità, Roma: Carocci, 2010.

Per approfondire:

Progetto Alice

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Simone Lanza

Sono nato nel 1971 a Milano, ma ho avuto la fortuna di scegliere di migrare e finora ho cambiato 18 dimore. Vivo con S. che ha messo al mondo A. e insieme riempono la mia vita di gioia e rendono le fatiche più leggere. Lavoro attualmente come maestro elementare presso la scuola all’aperto Cesari (Niguarda, Milano). Conduco la trasmissione radio 400 COLPI su RBE. Ho lavorato nella cooperazione sociale come direttore di cooperativa, responsabile del personale e responsabile economico-finanziario. Dal 2001 al 2005 sono stato vicedirettore del centro ecumenico di Agape. Dopo la laurea in filosofia a Urbino nel 1998, avevo conseguito il master in cooperazione e sviluppo a Pavia e quello di management delle imprese sociali a Torino; recentemente ho conseguito anche la laurea di scienza della formazione a Torino. Nella cooperazione internazionale avevo lavorato in Chiapas e, in Italia, nell’ambito della formazione di cooperanti. Ho pubblicato qualche articolo di carattere antropologico, etico e politico. Ho collaborato con gruppi di appoggio zapatisti e di solidarietà con i migranti; ho organizzato seminari e conferenze su diversi temi legati alla globalizzazione e all’educazione, insomma ho contribuito e continuerò a contribuire alla circolazione e contaminazione di idee per costruire un mondo con meno ingiustizie sul pianeta terra.

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