400 COLPI

educare alla libertà nelle difficoltà della globalizzazionene INTERVISTE, RECENSIONI, FRAMMENTI, COMMENTI

Testimonianze lunari

Arendt iniziava a descrivere la condizione umana cercando di mettere a fuoco il significato dei voli spaziali nell’immaginario collettivo sul futuro:

“Nel 1957 un oggetto fabbricato dall’essere umano fu lanciato nell’universo, e per qualche settimana girò intorno alla terra seguendo le stesse leggi di gravitazione che determinano il movimento dei corpi celesti. Certamente, il satellite costruito dall’uomo non era come la luna o le stelle, non era un corpo celeste che potesse rimanere in orbita per un tempo che a noi mortali, vincolati al tempo terrestre, sembra eterno. Tuttavia, per un certo periodo, esso riuscì a rimanere nel cielo e si mosse in prossimità dei corpi celesti, come se fosse stato ammesso in via sperimentale alla loro sublime compagnia. […] La reazione immediata, espressa sotto l’impulso dei momento, fu di sollievo per «il primo passo verso la liberazione degli uomini dalla prigione terrestre». […] La banalità dell’affermazione non dovrebbe farci trascurare il suo carattere straordinario; infatti benché i cristiani abbiano parlato della terra come di una valle di lacrime e i filosofi abbiano considerato il corpo come prigione della mente o dell’anima, nessuno nella storia dell’umanità ha mai concepito la terra come una prigione per i corpi degli uomini, o manifestato realmente la brama di andare letteralmente fin sulla luna. Sarebbe questo l’esito dell’emancipazione e della secolarizzazione dell’età moderna, iniziate con l’abbandono, non necessariamente di Dio, ma di un dio che era il Padre celeste: il ripudio sempre più fatidico di una Terra che era la Madre di tutte le creature viventi sotto il cielo?”

terradaLuna2Questo desiderio di non rimanere sempre legati alla terra,  che caratterizza secondo Arendt la condizione umana del XX secolo, desiderante una sorta di ribellione contro la terrena condizione, non corrisponde alle sensazioni che gli astronauti, arrivati sulla luna, lasciarono oltre 40 anni fa al genere umano.

Per Gene Cernan (unidicesimo e ultimo uomo a camminare sulla luna, dicembre 1972):

“Il ricordo più bello era guardare la Terra. Andare sulla luna era importante per la scienza ma nello stesso tempo l’esplorazione era pure un’avventura dello spirito perchè quando ti trovi lassù realizzi che sei su un altro mondo. E guardi alla Terra con occhi diversi, la vedi ruotare piccola in cielo, con un solo colpo d’occhio vedi i poli e i continenti che girano in fretta. E capisci che quella è la tua casa, il tuo mondo reale. La osservi e ti vien voglia di proteggerla, abbandonata com’è, tra le stelle, nel vuoto nero”.

TerradaLuna1James Irwin (ottavo uomo che camminò sulla luna, agosto 1972; influenzato dal viaggio, divenne poi predicatore e ricercatore biblico):

“La Terra ci ha fatto pensare a una pallina di albero di Natale, appeso al fondo buio dell’universo; quanto più ce ne allontaniamo, tanto più andava diminuendo la sua grandezza finché non si riduce a una piccola palla. Alla fine si era ridotta a una biglia, la biglia più bella che si possa immaginare. Quell’oggetto splendido, caldo, vivente sembrava così fragile, così delicato che solo a toccarlo con un dito si sarebbe sbriciolato e disintegrato. Una visione del genere cambia un uomo, lo induce ad apprezzare la creazione di Dio e l’amore di Dio.”

terradaLuna3Michael Collins (pilota della missione Apollo 11, la prima a portare l’equipaggio sulla luna, luglio 1969):

“Io credo veramente che se i leader politici del mondo potessero vedere il nostro pianeta da una distanza di 100.000 miglia la loro percezione potrebbe cambiare radicalmente. Tutti quegli importantissimi confini sarebbero invisibili, tutti quei rumorosi litigi messi a tacere. Il piccolo globo continuerebbe a girare, ignorando serenamente le sue suddivisioni, presentando una facciata unica e chiamandoci ad una comprensione unificata, ad una cura omogenea. La Terra deve diventare quello che appare: blu e bianca, nè capitalismo nè comunismo; blu e bianca, non ricca o povera; blu e bianca, non invidiosi o invidiati. […] Credo che la vista da 100.000 miglia sia inestimabile come mezzo per mettere insieme le persone alla ricerca di soluzioni condivise, permettendogli di comprendere che il pianeta che condividiamo ci unisce in una maniera più radicale e più importante delle differenza dovute al colore della pelle o alla religione o al sistema economico. È un peccato che finora la vista da 100.000 miglia sia stata un’esclusiva di un manipolo di piloti di test, anziché dei leader mondiali a cui serve questa nuova prospettiva, o di poeti che possano comunicarglielo. […] Se dovessi usare una sola parola per descrivere la Terra come la si vede dalla Luna, ignorerei la dimensione o i colori e cercherei una qualità piú fondamentale, la fragilità. La Terra appare fragile, al di là di tutto.” (Michael Collins, Carrying the Fire: An Astronaut’s Journeys, Lanham: Cooper Square Press, 1974; trad. it. solo sul web)

Collins è oggi un vecchietto di 85 anni, resta il primo dei 24 esseri umani che hanno avuto il privilegio di godere di questa vista del nostro pianeta. Il genere umano che per migliaia di anni è andato differenziandosi persino nel DNA in diverse popolazioni (al punto che taluni hanno inventato le razze per classificarle gerarchicamente) vive ora in un’unica casa comune, piccola, stretta, per molti versi invivibile. Queste testimonianze lunari sul mondo saranno luogo comune del prossimo millennio?

Queste testimonianze lunari allungano di 100.000 miglia quel prezioso sguardo da lontano, essenza e originalità dell’approccio dell’antropologia culturale per la quale il genere umano si può capire soprattutto grazie alle culture lontanissime. Oggi sappiamo, grazie alle scienze fisiche ,che il pianeta terra è unità di biotico e abiotico: le montagne, il mare, i fondali e la natura tutta, anche quella senza vita, è profondamente modellata (rocce, sabbia, montagne, etc….) dalla presenza della vita, formando un unico pianeta vivente (gaia). Grazie alla biologia sappiamo anche che – dal punto di vista neuronale – siamo esseri viventi empatici che sentono altri esseri viventi grazie ai neuroni-specchio e che come esseri umani siamo predisposti alla cooperazione. L’antropologia e le scienze umane spiegano come la capacità di aspirare sia un fatto culturale. Mentre l’economia, che scientificamente si basa sull’individualismo possessivo e sui principi marginalisti del sec. XIX, resta la scienza apicale della decompartimentazione accademica del sapere, che, purtroppo, predice persino il futuro del pianeta.

Queste testimonianze lunari sono ingenue? Anziché una ribellione alla condizione umana di terrestri descritta da Arendt, da queste testimonianze lunari non trapela forse la sensibilità dell’essere umano planetario che pensa un’etica e una pedagogia della terra? Leonardo Boff le commenta così:

“Noi eravamo i soggetti del pensiero e la Terra ne era l’oggetto, il contenuto. Ora, una volta presa coscienza del fatto che la terra e l’umanità formano un ‘unica realtà è importante che arriviamo a pensare come la terra, ad amare come la Terra. Non siamo semplicemente sulla terra, noi siamo veramente la Terra stessa che in questa fase della sua evoluzione ha cominciato a sentire, pensare, amare, venerare e avere cura.”


Note:

Hannah Arendt, Human Condition, Chicago, 1958; trad. it Vita activa, la condizione umana, Milano: Bompiani 1964

Leonardo Boff & Mark Hathway, The Tao of Libertation, Ney York, 2009; trad. it. Il Tao della liberazione, Roma: Fazi Editore, 2014

James Lovelock, Gaia. A New Look at Life on Earth, Oxford, 1979; trad. it. Gaia, nuoe idee sull’ecologia, Torino: Bollati Boringhieri, 1981

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 5 dicembre 2015 da in comune, decrescita, globalizzazione con tag , , , , , , , , .

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Categorie

Articoli Recenti

Follow 400 COLPI on WordPress.com

NEL MESE

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: