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Baby promoters e baby consumatori

Sarah è una ragazzina brillante e vivace. Le piace andare alle riunioni degli scout il lunedì, fare danza moderna il martedì ed è appena stata ammessa nella squadra di ginnastica del locale Circolo delle Aquile, il che significa tre allenamenti settimanali e gare in giro per tutto il paese. Ha un buon carattere, che a scuola la trasforma in una piccola “calamita”, sempre al centro del divertimento. Passa molto tempo al computer e ultimamente ha cominciato a usare Internet per giocare e chattare. ConsumingKids

Sarah ha anche un segreto: essendo una ragazzina piena di impegni e con molti contatti, è stata reclutata attraverso la chat-room di un sito per bambini per lavorare come venditrice del lettore MP3 firmato Barbie. È un lavoro piuttosto duro; d’accordo, il contratto le fornisce un lettore Barbie rosa nuovo di zecca, ma Sarah deve portarlo sempre con sé: a scuola, in palestra, ai ritrovi degli scout, agli allenamenti, a danza, ovunque. E non può lasciarlo nel suo armadietto: le è stato detto di magnificarne i pregi per tentare di convincere chiunque incontri ad acquistarne uno. Inoltre, deve scattare svariate fotografie per documentare ognuna di queste “operazioni di marketing” e spedirle alla chat room del marchio Mattel.

consumingkidsQuesto lavoro, di certo impegnativo, prevede mansioni quali la progettazione e la realizzazione di un proprio blog come fan del lettore nonché il reclutamento di nuovi sostenitori nella sua ampia rete di amicizie. E non è finita. Sarah deve entrare nei suoi siti web preferiti e inserire commenti entusiastici sul lettore Barbie, per poi convincere tutti i suoi amici a raggiungerla sul sito di Barbie Girl, così da poter raccomandare l’acquisto del prodotto nelle conversazioni. Trattandosi di un rapporto di lavoro a tutti gli effetti, Sarah risulta assunta con contratto a provvigione.

Può collezionare punti lasciando su altri siti giudizi positivi sul marchio Barbie e può ottenere un bonus fornendo convincenti prove fotografiche del fatto che sta vendendo un sacco.

A proposito, Sarah ha 7 anni.

Vi sembra impossibile? Eppure, nel 2007, diverse ragazzine di età compresa tra i 7 e gli 11 anni sono state reclutate in tutto il Regno Unito dalla Dubit per conto della Mattel per commercializzare il lettore MP3 Barbie, mentre maschietti della stessa età venivano ingaggiati per vendere i prodotti del marchio Hot Wheels. Ogni fine settimana, uno stuolo di bambini dai 7 anni in su riferisce alle ditte cosa funziona e cosa no. Nel mondo del marketing, è cosa nota che i bambini sono ottimi venditori e portano altri bambini. Anche gli adolescenti lo sanno. Liam, che ha sedici anni, ci ha detto chiaramente: “La pubblicità più efficace per i giovani è quella fatta da altri giovani.” che siano pagati o meno, rappresentano vetrine ambulanti dei marchi che amano, a cominciare dagli zaini che portano in spalla per finire con le scarpe che indossano o con il telefono che accostano all’orecchio.ConsumingKids3

Essi sono gli ingranaggi di una grande ruota commerciale che gira vorticosamente. Malgrado siano ancora in pochi a lavorare effettivamente per un marchio come Sarah, tutti i bambini sono incoraggiati a desiderare, ad acquistare, a bere succhi di frutta, a mangiare merendine, a collezionare, a crescere velocemente e infine a spendere. Ai bambini piace questo ruolo di consumatori, ma il problema sta in ciò che viene loro offerto. Le pubblicità cui sono esposti sono piene di allusioni sessuali, eppure si continua a considerarli spettatori passivi, destinati a rimanere eternamente ingenui riguardo a questi argomenti. Spot e immagini pubblicitarie popolati da celebrità ritoccate e in pose affettate evocano un mondo di bellezza e perfezione, eppure ci aspettiamo che si accettino per quello che sono e mantengano alto il proprio livello di autostima. In una nazione in cui nessuno patisce la fame, la pubblicità non fa che incoraggiare una dieta a base di zuccheri, sale e grassi. Teniamo i nostri figli in casa, al riparo dai pericoli esterni, e tendiamo a non renderci conto che il pericolo si annida negli schermi del computer e della televisione, sotto forma di messaggi persuasivi e martellanti.ConsumingKids4


Il brano è tratto da Ed Mayo & Agnes Nairn, Baby consumatori, come il mercato compra i nostri figli, Modena: Nuovi Mondi, 2009, ed. or. ingl. Consumer Kids: How Big Business is Grooming Our Children for Profit (2009), pp. 13-15

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Questa voce è stata pubblicata il 19 ottobre 2015 da in educare ai media, infanzia con tag , , , , , , , .

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