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La Sfida dei 10 giorni senza schermi, una formula sperimentata per ridurre il tempo-schermo

di Jacques Brodeur


Se la torta al cioccolato e le patatine hanno sviluppato una dipendenza comparabile a quella per la tv e altri schermi, e che i nostri bambini vorrebbero goderne ogni giorno, anzi più volte al giorno, cercheremmo un modo rapido per staccarli. La differenza tra le torte, le patatine fritte e la TV è che la televisione, controlla l’informazione del pubblico: è lei che sceglie gli esperti e che informa il pubblico. Nessun accademia dell’alimentazione e neppure nessun ciarlatano oserebbe dichiarare pubblicamente che gli adulti non dovrebbero preoccuparsi per l’eccesso di consumo di torte e patatine fritte, e che dobbiamo avere solo fiducia nella capacità di recupero dei giovani, o che ci deve solo aspettare che l’appetito diminuisca, che il fenomeno passi.
Dalla creazione della settimana, senza schermi negli Stati Uniti nel 1995, seguita dallo sviluppo del programma SMART in California alla fine del millennio, (7) la competenza intorno alla riduzione del tempo-schermo si è costantemente arricchita. Nel 2003-2004, la riduzione del tempo-schermo è stata sperimentata dalla scuola materna fino alla fine della scuola superiore attraverso due iniziative distinte, una in Michigan, (8) l’altra in Quebec. (9)

SAPERE, PREREQUISITO DI VOLONTÀ E POTERE
Per preparare i bambini e i giovani a riprendere la padronanza degli schermi in cui si immergono la maggior parte del loro tempo libero, dobbiamo condividere con loro e i loro genitori due tipi di conoscenza. Questa conoscenza deve essere condivisa con gli insegnanti, testimoni e vittime dei danni da sovraesposizione agli schermi.
La conoscenza del primo tipo riguarda i danni conosciuti e scientificamente documentati che si riscontrano nei giovani quando vi è sovraesposizione agli schermi.
I danni comprendono in particolare:
– Bullismo, inciviltà, verbale e abusi fisici,criminali e non;
– Pubblicità rivolta ai bambini, evidente abuso di potere da parte di neurologia / psicologia al servizio del Marketing;
– Disturbi legati ai videogiochi, la disconnessione dalla realtà, il gioco d’azzardo on-line;
– Disturbi alimentari, anoressia, immagine corporea e l’ossessione dell’apparenza;
– La sedentarietà, il sovrappeso, l’obesità;
– Il deficit di attenzione, il disinteresse per la lettura e bassi risultati scolastici;
– Omofobia e misoginia nella musica e nei video musicali;
– Ipersessualizzazione della vita, pornografia, esibizionismo, atteggiamenti sessuali a rischio;
– Pubblicità sessista e relazioni tra i sessi non paritarie;
– L’autostima compromessa, isolamento, depressione, suicidio;
– Abilità sociali, la diffamazione, legami sociali e di fiducia compromessi.
La conoscenza del secondo tipo comprende i risultati di studi ottenuti in seguito alla riduzione del tempo di schermi. I più convincenti sono quelli osservati con i bambini e gli adolescenti che hanno accettato di provare dopo la formazione adeguata alla loro età. In Michigan, in Quebec e in Francia, si è reso necessario regolare le modalità di collaborazione presentate ai genitori e preparare gli esercizi per adeguare gli strumenti forniti agli insegnanti. (10)
Non si preparano le giovani menti alla disconnessione senza precauzioni. L’adagio vale anche qui come per la disintossicazione dei fumatori e degli alcolisti. Il miglioramento del processo di preparazione per il ritiro catodico-digitale si è basata sulla valutazione annuale dei benefici della riduzione del tempo-schermo nel breve, medio e lungo termine.addiction-des-jeunes-a-Internet

VOLERE PADRONEGGIARE GLI SCHERMI CON BAMBINI/E
Sapere come sopravvivere in un mondo altamente mediatizzato, è non solo utile, ma indispensabile. Ma ciò non è sufficiente per generare la volontà. La volontà è il risultato della combinazione di conoscenze e curiosità di vedere se potessimo, noi, insieme ad altri, ottenere i benefici riscontrati altrove. La motivazione degli studenti si costrui
sce un pezzo alla volta: la curiosità si trasforma in interesse, desiderio, volontà di partecipare e determinazione a continuare fino alla fine. Questo percorso è diverso dal pensiero e l’illuminazione compulsivo del subconscio, specifica della pubblicità o della manipolazione commerciale. Per aiutare i bambini a compiere questo viaggio, agli insegnanti sono dati degli esercizi da svolgere in l’aula.
Con i bambini da 4 a 8-9 anni, questi esercizi sono progettati per essere avviat
i a scuola ed essere portati a casa ed essere così completati con mamma e papà. La complicità di scuola e famiglia gioca un ruolo fondamentale nella formazione. I primi esercizi sono di esternare le emozioni, i sentimenti, le opinioni. I bambini sono invitati a disegnare un film che li spaventa.
Disegni di bambini di seconda elementare. (11)
Disegni di prima media. (12)

In seguito si propone di disegnare se stessi per esercitare il loro coraggio con quanto presentato in classe:
1) raccontare un malessere, una paura, una rabbia a qualcuno di fiducia; (espressione)
2) consolare una persona che ha difficoltà, paura o rabbia; (empatia-compassione)
3) bloccare la paura che proviene da un film prima che viene arrivi alla testa. ”Il mio cervello non è un bidone della spazzatura.”
I bambini amano questi esercizi che li tengono in contatto con la loro vita interiore e con il vivere insieme. L’espressione di sentimenti ed emozioni combinata con il potere di poter consolare produce un impatto positivo sulla fiducia dei partecipanti alla
Sfida dei 10 giorni senza schermi.
Poi viene la compilazione del tempo trascorso a guardare gli schermi.
infine, i bambini scrivono una lista delle cose che vorrebbero fare se il televisore e altri schermi fossero spenti. Questo elenco di preferenze personali comprende cinque tipi di attività: da svolgere da soli, con la famiglia, con gli amici, in gruppo, con i nonni. Si prevedono le attività esterne o interne.


SUSCITARE LA VOLONTÀ CON GLI ADOLESCENTI

Con pre-adolescenti o adolescenti talvolta, l’approccio educativo per domande li apre l’accesso al potere in modo folgorante. Ogni domanda è preceduta da una breve desrizione di 3-4 minuti, seguita da uno scambio verbale tra studenti in gruppi di 2 o 3, quindi tutti sono invitati a mettere il loro parere per iscritto. Tutte le risposte sono esatte. Esempi di argomenti che hanno generato scintille nei giovani.
Perché
Matt Groening ha proibito a suo figlio di 12 anni di guardare I Simpson, quando ne era il realizzatore?
A q
uale scopo si le emittenti continuano a cercare i modi per aumentare il pubblico?
Perché
l’esercito americano usa i videogiochi per addestrare le reclute di uccidere?
Come possono contribuire i cartoni animati al deficit di attenzione?
Perché i bambini che guardano la TV di mattina hanno avuto più problemi in classe?
Quali sono i programmi sessisti e misogeni?
Perché i bambini che non hanno schermi nelle loro stanze dormono di più e meglio?

Come fanno i pubblicitari e l’industria mediatica a preparare i giovani a un eccesso di consumo delle risorse del pianeta?
Come si diventa dipendenti nei social network o in Internet, o con i videogiochi?
Cosa è la
nomofobia e come può essere curata?
Come si distiguono gli schermi che usiamo da quelli che ci rendono schiavi?
Perché il Giappone, la Cina e la Corea del Sud hanno creato campi di disintossicazione da Internet?

PADRONEGGIARE GLI SCHERMI TENENDOLI SPENTI E’ ESERCIZIO DI POTERE
Per consentire ai bambini di appropriarsi questo potere, vengono dati loro degli strumenti. In primo luogo, un programma in cui si nota che ci saranno 54 punti da segnare. Questa griglia dà fiducia ai bambini e permette loro di pianificare le volte che decidono di guardare un programma. Non vi è alcun disonore nel vincere una partita 53-1 o 52-2.

Un’altra fonte di energia è l’elenco delle attività offerte dalle organizzazioni locali, tra cui tutti i giovani (con l’aiuto dei loro genitori per i più piccoli), possono compiere delle scelte e incontrare gli amici. Ognuno compila la propria lista con l’aggiunta di singole attività, la lettura o la bicicletta, etc.. Infine, ogni studente riceve un diario personale dove durante la sfida, senza schermi, si annota le sue scelte, segna i suoi punti, esprimere i sentimenti e parla di quello che ha fatto prima della Sfida dei 10 giorni senza schermi, ognuno dei 10 giorni e dopo la fine della sfida.

COME FUNZIONA LA SFIDA DEI 10 GIORNI SENZA SCHERMI?

Come una partita, come un gioco, come un tour de force, una prodezza. L’esperienza ha individuato le condizioni vincenti che hanno raggiunto alti tassi di partecipazione fino al 95%. (13)
In un prossimo articolo, passeremo in rassegna gli strumenti per la vittoria. In ogni comunità, gli organizzatori sono creativi e verificano l’effetto di nuovi ingredienti. Condizione di partenza: l’accordo dei primi due partner coinvolti: il personale docente e il consiglio di istituto. Una volta che l’accordo viene raggiunto, la direzione redige un calendario di preparazione degli studenti, che di solito si sviluppa nell’arco di tre mesi. La stagione in cui gli schermi rimarranno spenti non è rilevante, essendo dimostrato che avremmo potuto ottenere risultati paragonabili in autunno, inverno e primavera. Ogni scuola può quindi impostare il proprio calendario in funzione delle altre attività previste nel calendario scolastico: feste, vacanze, esami, eventi.


ASCOLTA L’INTERVISTA A JACQUE BRODEUR

PROSSIMO ARTICOLO DI J.B. TRADOTTO DA GLOBINDUNG:Treize raisons de réaliser le Défi sans écrans

LEGGI IL PRECEDENTE ARTICOLO SU GLOBINDUNG (la prima parte di questo – qui trovi l’orginale)


NOTE E LINK PER APPROFONDIRE

7. « Qui éduque les préadolescents, les parents ou les médias ? »
8. Stanford SMART (Student Media Awareness to Reduce Television).
9.
Le programme SMART de la Maternelle à la fin du secondaire au Michigan
10. Réduction du temps-écrans au Qu
Outils proposés au Québec et en Franceébec.
11.
Outils proposés au Québec et en France
12. « Des élèves de 2e année ont dessiné un film qui leur a fait peur ».
13. Dessins d’élèves de 6e année.
14. « Treize raisons de réaliser le Défi sans écrans ».

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Questa voce è stata pubblicata il 28 luglio 2015 da in educare ai media, giovani, globalizzazione, infanzia con tag , , , , , , , .

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