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L’entusiasmo dei bambini per gli schermi: preoccuparsi o no?

di Jacques Brodeur *

Genitori, insegnanti e operatori sanitari vedono aumentare ad alta velocità la quantità di tempo che bambini e adolescenti trascorrono davanti agli schermi di tutti i tipi. Curiosi, si interrogano e si rifiutano di stare a guardare con le braccia incrociate. Il potere seduttivo degli schermi aumenta.

I giovani vi dedicano quasi tutto il loro tempo libero. E il risultato è che c’è anche un aumento sostanziale degli investimenti pubblicitari che hanno come target i bambini. Gli investimenti in pubblicità per bambini negli Stati Uniti sono aumentati da 100 milioni dollari nel 1980 a 17 miliardi di dollari del 2007.schermiDal momento che il numero di bambini attratti dallo schermo determina il flusso degli introiti pubblicitari delle emittenti, si utilizzano le più recenti scoperte nel campo della psicologia e neurologia per catturare l’attenzione dei bambini in un’età sempre più precoce. La sedia con lo schermo prodotta da un noto produttore di giocattoli (1) dà un’idea dell’appetito che c’è per catturare l’attenzione dei bambini appena nati.

C’è da chiedersi se le pratiche commerciali delle industrie mediatiche e pubblicitarie meriterebbero l’attenzione rispetto alla mancanza di tutela dei giovani per i materiali che nuocciono al loro benessere, come previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo. (2)

Di fronte all’impotenza o la compiacenza dei politici, i ricercatori hanno avuto l’idea di controllare che cosa accadrebbe se riducessimo i tempi di esposizione agli schermi: il tempo-schermo (cioè il tempo trascorso davanti a qualsiasi tipo di schermo: TV, video, smartphone, videogioco, pc, etc…).

L’aumento del tempo-schermo colpisce, come ci si poteva aspettare, il tempo speso per conversazioni familiari. I ricercatori del Michigan hanno valutato che si è passati da 1h12’/ settimana nel 1983 a 34′ / settimana nel 1997.  In molte case in cui gli schermi sbarcano fin dentro alla stanza del bambino, la vita familiare ne risente molto. I danni causati dall’aumento del tempo-schermo si diffondono: migliaia di studi hanno dimostrato che essi sono reali, numerosi, diversi, profondi e purtroppo durevoli. E’ chiaro che quando i giovani sono privi di un allenamento a padroneggiare gli schermi, sono gli schermi che diventano i loro padroni. E gli schermi, come il denaro, sono cattivi maestri. 

Queste sono le semplici costatazioni dietro l’idea di offrire alle scuole e sedia-schermo3alle famiglie dei tempi di non connessione. La nascita di questo progetto in Quebec ha determinato un rapporto pubblicato sul sito Carrefour-Istruzione a gennaio 2003. (3) Dal 2003, oltre 100 scuole in Québec hanno offerto ai loro studenti di spegnere gli schermi. Dal 2008, più di 150 scuole hanno fatto lo stesso in Francia. (4)   La sfida senza schermi si diffonde in Nord America e in Europa. Che cosa si trova in famiglie e nei quartieri dove si è offline? Un articolo del rivista elettronica WIXX spiega i benefici ottenuti nelle famiglie e nelle scuole partecipanti. (5)

BAMBINI DI FRONTE AGLI SCHERMI: IL PUNTO

Il 30 aprile 2014 si è tenuto a Parigi per un convegno per studiare le conseguenze dell’aumento del tempo trascorso davanti agli schermi, per definire in cosa consista la padronanza degli schermi, per discutere i modi per ridurre il tempo-schermo di bambini e adolescenti, per condividere i risultati ottenuti in questo settore e immaginare modi per diffonderli. La scuola 40bis Manin di Parigi ha ospitato la conferenza, una scuola dove i genitori e il personale hanno proposto la settimana senza schermi ogni anno dal 2009. Più di 200 partecipanti e 20 relatori hanno quindi guardato a ciò che è diventato uno dei maggiori problemi di salute pubblica su entrambi i lati dell’Atlantico.

La conferenza di apertura è stata affidata al filosofo Bernard Stiegler, co-autore di Faut-il interdire les écrans aux enfants? (Bisogna vietare gli schermi ai bambini?) (8) Ha intitolato la sua presentazione “La strage degli innocenti”.  Secondo Stiegler, gli schermi ai quali i giovani consacrano quasi tutto il loro tempo libero hanno poteri sia tossici e sia curativi. L’esposizione agli schermi, metà veleno e metà medicina, richiede quindi prescrizioni terapeutiche da approfondire con studi e ampi dibattiti pubblici. Per il filosofo, l’abbandono dei politici equivale ad lasciare i bambini e i loro genitori ai soli interessi del mercato. Questa compiacenza può portare a danni sempre più disastrosi, ed è pertanto urgente adottare politiche di prevenzione coraggiose e collettive.

Si possono rivedere su internet I video degli interventi alla conferenza “I bambini di fronte agli schermi: facciamo il punto”, del 30 aprile 2014. In Francia, i bambini trascorrono più di 25 ore / settimana di fronte a uno schermo. In Canada, Jeunesse en Forme Canada valuta oltre 40 ore / settimana il tempo schermo medio. Che cosa sta succedendo in un cervello esposto agli schermi 1.200 ore all’anno? E’ un tempo maggiore di quello trascorso a scuola. I genitori hanno ragione di preoccuparsi.sedia-schermo2

Centinaia di studi hanno dimostrato che i contenuti violenti utilizzati per tenerli attaccati alla TV o ai videogiochi li desensibilizzano. Molti bambini diventano dipendenti dagli schermi. Ora sappiamo che gli schermi ostacolano il loro sviluppo intellettuale ed emotivo e influenzano negativamente il loro successo scolastico. I cartoni animati guardati di mattina, prima di andare a scuola, sono particolarmente dannosi. I pasti davanti alla TV anche. Il tempo-schermo dei giovani ci pone un problema di salute pubblica fondamentale. Per Bernard Stiegler, gli schermi sono amici poco raccomandabili per i nostri figli e richiedono una massiccia mobilitazione della società civile e dei responsabili politici.

LA RIDUZIONE DEL TEMPO-SCHERMO

Nel 2010, il governo degli Stati Uniti ha creato un comitato interministeriale con il mandato di neutralizzare il progresso della pandemia dell’obesità. La First Lady ha accettato di svolgere un ruolo di primo piano, diventando portavoce di Lets Move, un programma che dedica una parte significativa nel ridurre il tempo-schermo. (10)

In agosto 2013, il Giappone ha annunciato l’istituzione di campi di disintossicazione digitali per i ragazzi (11) e il numero stimato di giovani sarebbe di mezzo milione. Cina e Corea del Sud hanno annunciato che avrebbero fatto lo stesso. Pochi giorni dopo, una clinica di riabilitazione è stata aperta in Pennsylvania. (12)

In campo medico, si chiama nomophobia, una nevrosi che porta milioni di adolescenti a non riuscire a dormire, senza telefono o tablet senza. (13) Per una parte crescente dei nostri cittadini, i danni per i costi sociali e sanitari permettono di costatare che le nuove tecnologie sono fallacemente liberatorie. La disconnessione dalla realtà richiede ora ai responsabili politici di immaginare delle misure per limitare i danni.

RIDURRE IL TEMPO SCHERMO DEI GIOVANI: POSSIBILE O ILLUSORIO?

Quando si propone di ridurre il tempo-schermo dei bambini, la maggior parte dei genitori lo considerano un obiettivo lodevole, ma non realistico. Il loro interesse è rinato quando sono venuti a sapere che, nel corso degli ultimi 12 anni, si sono sviluppato modi di riconnessione con la realtà che producono risultati eccezionali. Dopo vari tentativi, la disconnessione dagli schermi ora ha raggiunto dei tassi di partecipazione elevati che superano il 95%. Vedremo in un prossimo articolo come la riduzione del tempo-schermo sia divenuta possibile e quali benefici abbia effettivamente prodotto.


Jacques Brodeur vive in Québec (Canada) dove ha insegnato educazione fisica per 30 anni. E’ stato attivo nei movimenti pacifisti e dagli anni 80 coordina progetti di educazione alla pace. OBNL in prevenzione della violenza, dal 2003 oordina la campagna contro la violenza televisiva per la commissione scolastica della città di Montréal. Dal 2003 coordina le Défi 10 jours sans écrans pour voir autrement. Lavora con pediatri, medici e insegnanti nell’organizzare convegni, formazione e campagne di sospensione degli schermi in intere scuole.

Articolo tradotto dal francese da GloBildung: “L’engouement des enfants pour les écrans: s’inquiéter ou pas?”


LEGGI IL POST DI PRESENTAZIONE DELL’INTERVISTA A JACQUES BRODEUR

GloBildung sta traducendo diversi articoli del medesimo autore.


NOTE E LINK PER APPROFONDIRE

(1) La chaise avec écran, pour habituer bébé à laisser capter son attention par la technologie. http://www.tuxboard.com/le-transat-bebe-avec-ipad-incorpore/

(2) Convention internationale des droits de l’enfant?
http://fr.wikipedia.org/wiki/Convention_relative_aux_droits_de_l’enfant
(3) Carrefour-Éducation, janvier 2003.
http://carrefour-education.qc.ca/billets/d%C3%A9fi_de_la_dizaine_sans_t%C3%A9l%C3%A9

(4) Institut Éco-Conseil, Strasbourg. Liste des écoles de France ayant participé au Défi sans écrans depuis 2008.
http://www.ecoconseil.org/decouvrir-nos-actions/sensibilisation-et-formation/le-defi-10-jours-sans-ecrans

(5) Magazine WIXX, les bienfaits obtenus dans les familles et les écoles participantes. http://www.wixxmag.ca/articles/defi-10-jours-sans-ecrans-prets-a-fermer-le-televiseur-1
(6) WIXX. 13 bonnes raisons de participer au Défi sans écrans.
http://www.wixxmag.ca/articles/13-raisons-de-realiser-le-defi-sans-ecrans
(7) Colloque
Les enfants face aux écrans: faisons le point ! Paris, 30 avril 2014.
http://jacbro13.com/colloques/paris/c2-accueil.php
(8)
Faut-il interdire les écrans aux enfants? Bernard Stiegler et Serge Tisseron.
http://www.amazon.fr/Faut-interdire-%C3%A9crans-aux-enfants/dp/2918414123
(9) Vidéos des conférences prononcées le 30 avril dernier lors du colloque ”Les enfants face aux écrans: faisons le point.”
https://www.youtube.com/playlist?list=PLRqu-h5SEHd-A3NjkfHfj4wAd2cNxb7rB
(10)
Lets Move, Screen-Time Reduction http://www.letsmove.gov/reduce-screen-time-and-get-active
(11) Top-Santé. Camps de désintoxication numériques pour adolescents au Japon.
http://www.topsante.com/medecine/addictions/ecrans/vivre-avec/le-japon-en-lutte-contre-laddiction-des-jeunes-a-internet-43503
(12) Clinique de désintoxication en milieu hopitalier, Pennsylvanie.
http://www.metronews.fr/high-tech/aux-etats-unis-on-peut-se-desintoxiquer-d-internet-en-10-jours/rmie!GSbf8n2xXx94ndB3v5lA/
(13) Nomophobie, névrose moderne qui se propage à une vitesse fulgurante et qui rend des millions d’ados anxieux d’aller au lit sans téléphone ou sans tablette.
http://www.lapresse.ca/le-soleil/actualites/societe/201212/27/01-4607097-nomophobie-le-mal-moderne.php

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Questa voce è stata pubblicata il 7 luglio 2015 da in educare ai media, globalizzazione, infanzia con tag , , , , .

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