La famiglia democratica

Due giovani genitori trattano la loro prima bambina, praticamente da quando è nata, come una co-protagonista di ogni decisione importante da prendere nel nucleo famigliare.

Lo fanno bene, giocosamente, e la bambina non solo si diverte, ma considera questo essere consultata, essere membro di un ensemble che dà spazio e voce ad ognuno, un fatto del tutto scontato, parte intrinseca delle reciproche identità e delle forme di autorità accettabili. Succede tuttavia che man mano che la bambina cresce, i motivi di dissenso e di incomprensione diventano più netti e si polarizzano intorno a scelte alternative relative per esempio a come passare il tempo libero, chi va con chi e quando o anche in scontri di gusti e opinioni. I genitori di fronte a questi conflitti si comportano come se avessero letto e assunto come manuale La Società aperta e i suoi nemici di Popper; cioè rivolgendo alla figlia l’invito di discutere democraticamente i pro e i contro di ognuna delle opposte posizioni. Ma, come mi hanno raccontato fra il divertito e lo sgomento gli stessi genitori, tutta questa bella e lodevole impalcatura ha incominciato a scricchiolare un giorno quando la bambina, allora di quattro anni, di fronte all’invito ad avvicinarsi per discutere con calma i pro e i contro di una sua pretesa, ha risposto: «No. Non vengo, se no tu mi convinci!».


FONTE: Marianella Sclavi, «Ascolto Attivo e seconda modernità, Sul discutere i pro e i contro e sulla gestione creativa dei conflitti», in Rivista di Psicologia Analitica, n. 19, 2005, pp. 137–59.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MARIANELLA SCLAVI

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Simone Lanza

Sono nato nel 1971 a Milano, ma ho avuto la fortuna di scegliere di migrare e finora ho cambiato 18 dimore. Vivo con S. che ha messo al mondo A. e insieme riempono la mia vita di gioia e rendono le fatiche più leggere. Lavoro attualmente come maestro elementare presso la scuola all’aperto Cesari (Niguarda, Milano). Conduco la trasmissione radio 400 COLPI su RBE. Ho lavorato nella cooperazione sociale come direttore di cooperativa, responsabile del personale e responsabile economico-finanziario. Dal 2001 al 2005 sono stato vicedirettore del centro ecumenico di Agape. Dopo la laurea in filosofia a Urbino nel 1998, avevo conseguito il master in cooperazione e sviluppo a Pavia e quello di management delle imprese sociali a Torino; recentemente ho conseguito anche la laurea di scienza della formazione a Torino. Nella cooperazione internazionale avevo lavorato in Chiapas e, in Italia, nell’ambito della formazione di cooperanti. Ho pubblicato qualche articolo di carattere antropologico, etico e politico. Ho collaborato con gruppi di appoggio zapatisti e di solidarietà con i migranti; ho organizzato seminari e conferenze su diversi temi legati alla globalizzazione e all’educazione, insomma ho contribuito e continuerò a contribuire alla circolazione e contaminazione di idee per costruire un mondo con meno ingiustizie sul pianeta terra.

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