Recensioni lente

Estratto da Claudio Magris “Non esiste un fuori tempo massimo per la letteratura”
Un brillante saggio a favore delle recensioni tardive contro la tirannide dell’offerta,

“Non si tratta di rifiutare con atteggiamento spiritualizzante l’attualità, ma, più semplicemente e concretamente, far capire lo spessore del concetto di attualità, che non è necessariamente limitato al prodotto appena uscito, ma che comprende anche il ritorno a prodotti del passato che magari appena più tardi rivelano tutto il loro grande potenziale e agiscono sul reale. C’è un’attualità di grandi riletture che non è negazione della storia, ma anzi confronto con la più autentica storicità dei fenomeni. Non si tratta di respingere l’idea di consumo applicata alla letteratura o a altri campi diciamo così spirituali. Da Schlegel in poi (ricordo a questo proposito pagine definitive di Giuliano Baioni) si è capito molto bene il carattere di consumo che assume, nella modernità e/o postmodernità, la produzione artistica. Ma questo tipo di consumo ha alterato la proporzione fra domanda e offerta. Un consumo, materiale o spirituale, equilibrato si basa appunto su un certo equilibrio fra domanda e offerta.

Ora, e da parecchio tempo, l’accento si è spostato violentemente verso l’offerta. Pochi chiedono, scelgono (naturalmente in base a ciò che è stato loro detto, magari anche a persuasioni occulte ma comunque scelgono) quello che loro interessa, pochi hanno un reale interesse che desiderano soddisfare. La stragrande maggioranza, forse in particolare proprio nel mondo dei libri, soggiace completamente all’offerta. Entra in libreria non tanto con un preciso desiderio di cercare qualcosa (magari un libro uscito molti anni prima e sparito in una cattiva distribuzione, come a me è accaduto tantissime volte, cito solo l’esempio di quel capolavoro di Glissant, Il quarto secolo, che non mi è mai stato “offerto” ma che sono riuscito a procurarmi, venendone profondamente arricchito, per averlo “domandato”, cercato con difficoltà).”

(L’Indice, aprile 2014)

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Simone Lanza

Sono nato nel 1971 a Milano, ma ho avuto la fortuna di scegliere di migrare e finora ho cambiato 18 dimore. Vivo con S. che ha messo al mondo A. e insieme riempono la mia vita di gioia e rendono le fatiche più leggere. Lavoro attualmente come maestro elementare presso la scuola all’aperto Cesari (Niguarda, Milano). Conduco la trasmissione radio 400 COLPI su RBE. Ho lavorato nella cooperazione sociale come direttore di cooperativa, responsabile del personale e responsabile economico-finanziario. Dal 2001 al 2005 sono stato vicedirettore del centro ecumenico di Agape. Dopo la laurea in filosofia a Urbino nel 1998, avevo conseguito il master in cooperazione e sviluppo a Pavia e quello di management delle imprese sociali a Torino; recentemente ho conseguito anche la laurea di scienza della formazione a Torino. Nella cooperazione internazionale avevo lavorato in Chiapas e, in Italia, nell’ambito della formazione di cooperanti. Ho pubblicato qualche articolo di carattere antropologico, etico e politico. Ho collaborato con gruppi di appoggio zapatisti e di solidarietà con i migranti; ho organizzato seminari e conferenze su diversi temi legati alla globalizzazione e all’educazione, insomma ho contribuito e continuerò a contribuire alla circolazione e contaminazione di idee per costruire un mondo con meno ingiustizie sul pianeta terra.

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