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La teologia queer può servire alla pedagogia?

Continuano le conversazioni radiofoniche con la pastora e teologa Daniela Di Carlo su RBE per interrogarci su come la riflessione teologica sul gender possa aiutare un pensiero etico-pedagogico: come pensare a una pedagogia queer capace di educare al genere senza ingabbiare in un genere?

ASCOLTA: CON CHE GENERE DI TEOLOGIA? DANIELA DI CARLO

ASCOLTA: LA PEDAGOGIA QUEER PUO’ SERVIRE ALLA PEDAGOGIA? DANIELA DI CARLO

Ma prima ancora cosa è esattamente il genere? Cosa dicono le teorie post-gender e cosa sostengono i detrattori reazionari quando parlano di ideologie del gender?  Quali sono le potenzialità di una teologia e di un’etica basata su valori indecenti che riabilitano il diverso e la diversa? E’ possibile pensare a valori che ci orientano nel mondo, che ci guidano verso la giustizia, verso il rispetto per i generi diversi e che non pretendano alcuna validità universale? Mettere in discussione l’universalità dei due generi significa dover rinunziare al linguaggio inclusivo? Significa dimenticare che il linguaggio e la società sono ancora sessisti? Quali sono le sfide dell’educare al genere oggi senza predefinire modelli forgiati su stereotipi? Come iniziare la persona fin da piccolissima al genere senza stereotipi? E senza cadere in contro-stereotipi? Un risultato con cui fare i conti è che il genere forse non è così fondativo, mentre ciò che è fondativo è l’incontro. I corpi alle volte hanno imprigionato le persone, perchè corpo e percezione di genere differiscono. Questo pensiero si smarca molto dal femminismo classico e dal pensiero della differenza che partiva dalla constatazione che si viene al mondo diversi, maschi e femmine, e che la diversità di genere fosse la diversità, la chiave che spiegasse tutte le altre differenze.

La teologia queer è una critica molto dura all’ordine occidentale e alla sue ingiustizie. La teologia queer (teologia finocchia o la teologia diversa, obliqua) parte dalla costatazione molto cristiana che ogni creatura nella sua manifestazione è accolta da Dio, ogni creatura appartiene alla creatività di Dio ed è amata da Dio; non sembra una grande novità, perché la religione ha sempre predicato l’amore universale; l’insurrezione dell’abbietta della teologia indecente FotoDanSimmette tuttavia in risalto come l’evangelo in questo senso abbia perso il suo ruolo scandaloso trasformandosi, con le chiese storiche, in tranquillizzante e arrivando molto spesso a forme di condanna di omosessualità e comportamenti sessuali ritenuti devianti. Emerge quindi un Dio diverso, che Canal descrive così nella sua recensione sul Manifesto: “Un Dio fluido e instabile, clandestino, indocile, un estraneo che sta davanti alla porta del nostro attuale ordine amoroso ed economico. Un Dio che fa coming out della sua marginalità e della sua onni-sessualità che oltrepassa qualsiasi dogmatica dell’eterosessualità. (…) un Dio sfrenato e poliamoroso, il cui sé si compone in relazione ai suoi abbracci multipli e alla sua mancanza di definizione sessuale. Dio è un mescolamento di generi. Un Dio che non disdegna gli eccessi, pieno di desideri trasgressivi a causa del suo amore per gli esseri umani.”

La teologia queer cerca di confutare gli insegnamenti conservatori che caratterizzano l’insegnamento di molte chiese sull’omosessualità, sul desiderio, sugli atti sessuali, ecc. ponendosi l’obbietteologiaqueertivo di far nascere una riflessione su Dio a partire dal contesto queer. Si caratterizza come una teologia della liberazione, nel senso di una teologia contestuale. Tale vicinanza deriva dalla prassi, dalla metodologia utilizzata e dalla visione comune della teologia come strumento per liberare dall’oppressione, in questo caso perpetrata a danno di gay, lesbiche, bisessuali, transgender. Le interviste radiofoniche con Daniela Di Carlo proseguiranno a febbraio parlando di pensiero della differenza,  teologia e pedagogia di fronte a conflitto e autorità, abbozzando delle risposte e aprendo altre domande.

LA RECENSIONE sul MANIFESTO del 11/12/14 di Claudio CANAL AL LIBRO IL DIO QUEER

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Questa voce è stata pubblicata il 28 gennaio 2015 da in educare al conflitto, educare al genere con tag , , , , .

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