Padri materni ma con meno autorità

Grazie ai cambiamenti sociali e soprattutto ai movimenti femministi, i padri di oggi hanno avuto la possibilità di occuparsi dei bambini e delle bambine, ma chi si occupa di dare regole in famiglia? I nuovi padri possono scoprire tenerezza e sentimenti in una vicinanza maggiore, data anche dal dedicare più tempo sia nel gioco sia nelle cure quotidiane. Il padre materno, da san Giuseppe ai nuovi mammi (Roma: Mentelmi, 1999) è ripubblicato da Einaudi dopo 15 anni: lo studio di Simona Argentieri, aggiornato e modificato nei contenuti, esce con il medesimo titolo, senza il sottotitolo.

Scompare il padre padrone, affettivamente lontano, preso dal lavoro e incline alle punizioni, compaiono i nuovi padri, che si alternano con le madri al biberon. Eppure, capaci di assolvere tutte le funzioni della maternità con naturalezza e piacere, come incarnano la non nuova fantasia del padre materno, forte, tenero e protettivo i papà postmoderni? Cosa significa per un/a bambino/a ricevere cure paterne? Argentieri si chiede se ci siano cure paterne e cure materne. In cosa sono diverse. L’autrice percorre le diverse figure, i maschili plurali della storia, analizzando soprattutto le immagini, i quadri, la letteratura, e molto i recenti film in un viaggio nell’immaginario del padre. Si interroga soprattutto sul presente ponendo la questione dell’autorità: se i papà di oggi fanno volentieri i mammi, chi è che si occuperà di svolgere le tradizionali funzioni paterne? Alcune donne sono troppo pronte a delegare al nuovo padre, altre persistono nell’escluderlo creando frustrazioni nei nuovi padri che non si sentono mai uguali. Mettere al mondo e prendersi cura non sono sufficienti senza assumersi le responsabilità genitoriali che mettano in discussione le tradizionali divisioni dei sessi (divisioni nel lavoro domestico, divisioni nell’accudimento, divisioni nel tempo per lo spazio pubblico, divisioni nel dare regole, etc..). In definitiva per Argentieri esistono funzioni essenziali che possono e devono essere svolte da entrambi i genitori e non tanto in un modo maschile e in uno femminile. Se la rivoluzione femminista ha messo in discussione la divisione tradizionale dei ruoli, si tratta oggi di inventarne nuovi, dividendo cure e responsabilità. Uno dei rischi più forti del padre di oggi è quello di sottrarsi a questa responsabilità, un nuovo tipo di fuga sotto forma non di sottrazione di iper-presenza limitata alla cura. Chi viene al mondo ha bisogno invece di una responsabilità di entrambi i genitori.

RECENSIONI:

Oltre alla recensione di Valentina Pigmei su Pagina99, si segnalano la recensione di Marco Franzoso su Gli Asini, n.24, novembre-dicembre 2014 e l’articolo di Sara Honegger sul medesimo numero della rivista; sempre su Gli Asini n.24 la recensione di Simona Argentieri al romanzo di Franzoso .

ASCOLTA L’INTERVISTA  A SIMONA ARGENTIERI SU RBE/400COLPI

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Simone Lanza

Sono nato nel 1971 a Milano, ma ho avuto la fortuna di scegliere di migrare e finora ho cambiato 18 dimore. Vivo con S. che ha messo al mondo A. e insieme riempono la mia vita di gioia e rendono le fatiche più leggere. Lavoro attualmente come maestro elementare presso la scuola all’aperto Cesari (Niguarda, Milano). Conduco la trasmissione radio 400 COLPI su RBE. Ho lavorato nella cooperazione sociale come direttore di cooperativa, responsabile del personale e responsabile economico-finanziario. Dal 2001 al 2005 sono stato vicedirettore del centro ecumenico di Agape. Dopo la laurea in filosofia a Urbino nel 1998, avevo conseguito il master in cooperazione e sviluppo a Pavia e quello di management delle imprese sociali a Torino; recentemente ho conseguito anche la laurea di scienza della formazione a Torino. Nella cooperazione internazionale avevo lavorato in Chiapas e, in Italia, nell’ambito della formazione di cooperanti. Ho pubblicato qualche articolo di carattere antropologico, etico e politico. Ho collaborato con gruppi di appoggio zapatisti e di solidarietà con i migranti; ho organizzato seminari e conferenze su diversi temi legati alla globalizzazione e all’educazione, insomma ho contribuito e continuerò a contribuire alla circolazione e contaminazione di idee per costruire un mondo con meno ingiustizie sul pianeta terra.

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