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Spegnere gli schermi è possibile! … e auspicabile

Lo schermo è pericoloso. Oggi gli studi scientifici si contano a migliaia – e gli scienziati hanno individuato i danni causati ai giovani cervelli per l’esposizione agli schermi.” Le parole di Jacques Brodeur sono semplici, non allarmiste e non fataliste, ma guardano in faccia la realtà e prendono in considerazione le malattie, le intossicazioni e tutti i disturbi che l’elevata esposizione agli schermi (TV ma non solo) causa ai bambini e alle bambine di oggi. A partire dalla sedentarietà, ai deficit cognitivi, alla lesione della memoria per non parlare della aggressività e soprattutto della diminuzione del tempo di dialogo in famiglia. Tutti effetti largamente studiati dagli scienziati, e altrettanto ignorati dai media. Chissà come mai? Puoi ascoltare l’intervista a Brodeur dal sito di RBE.

jacquesbrodeurMa Brodeur non si limita a denunciare. Ha usato i primi studi che comparano gli effetti positivi della riduzione del tempo-Tv e ha implementato dei programmi scolastici in Canada e in Francia per sensibilizzare alunn* e famiglie sull’importanza di essere padron* degli schermi anziché lasciarsi impadronire da essi. Programmi che prevedono una completa astensione dalla TV per 10 giorni da parte di tutte le famiglie degli alunni e alunne di un istituto.spiderman

Progetti dirompenti che bloccano i continui scarichi di responsabilità: i genitori non sono responsabili perché gli amici e i compagni di classe sono sempre attaccati agli schermi, gli insegnanti non sono responsabili, credono che non sia un loro problema ma non si rendono conto che la causa principale dei deficit di attenzione e dei disturbi di apprendimento è proprio la sovraesposizione agli schermi.

Brodeur unisce famiglie e istituzione scolastiche per fare riprendere in mano la vita comunitaria ai protagonisti, coinvolgendo tutte le associazioni del territorio. I bambini e le bambine scelgono da sole le alternative alla Tv, le vivono per 10 giorni e poi continuano! Brodeur non vuole solo migliorare la qualità dei programmi televisivi ma ha anche l’ambizione di diminuire la quantità di tempo che bambini e bambine passano davanti agli schermi e aumentare il tempo che passano con amici e amiche reali e con i genitori veri anziché con i supereroi virtuali perché le statistiche ci dicono che il tempo passato a parlare in famiglia è nettamente minore di quello davanti agli schermi.

schermiLa prima costatazione è quella che tutti, veramente tutti conoscono e cioè: i bambini di oggi non si muovono abbastanza! E perché non si muovono abbastanza? perchè sono imprigionati dalla TV! il primo danno quindi è la sedentarietà” – sostiene Brodeur  – insegnante di ginnastica in pensione che dedica tutte le sue energie a ai progetti spegni-TV. Con grandi risultati. Siamo ormai al 4 congresso internazionale da lui organizzato. Qui puoi vedere tutti i video dell’ultimo convegno dove studiosi, studenti, famiglie ne parlano (in francese).

Ma Brodeur è attento anche alle metamorfosi delle amicizie di internet causate da facebook. Si rifà agli studi di Thomas Robinson che insegna a Stanford al Prevention Research Center. Cosa sta veramente a cuore a Brodeur? Che le nuove generazioni ricevano più cure e attenzioni dagli amici reali e dai loro genitori piuttosto che da Spiderman. Semplice? Sì ma non banale perché per mille inerzie oggi è più facile lasciare che tutto vada come va e che i bambini e le bambine stiano davanti agli schermi buoni e zitti, pensando che questo tolga problemi anziché darne di maggiori. Augurandomi che questi progetti presto prendano piede in Italia non mi resta che aggiungere che il silenzio mediatico di fronte a questo problema etico-pedagogico è pari soltanto alle sottovalutazioni mediatiche sui disastri ambientali. I media amano parlare di chi è a favore e chi è contro e riducono la scienza a opinioni opposte e superficiali, a talkshow che è chiacchiera da bar, ma tra gli studi scientifici – ricorda sempre Broduer nell’intervista citata – “solo 20 su 4000 non sostengono che l’esposizione prolungata agli schermi non provochi aggressività e deficit di attenzione”.

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Questa voce è stata pubblicata il 30 ottobre 2014 da in educare ai media, globalizzazione con tag , , , , .

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