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Ecco il bravo maestro

E’ più importante il carisma o la professionalità? La preparazione o il metodo? La questione della valutazione degli insegnanti trova in tutto il mondo la resistenza degli stessi insegnanti e dei sindacati ma è un tema in cui in altri paesi si sono fatti più passi avanti. In questo articolo si descrive bene la situazione degli Stati Uniti. La povertà conta ma contano anche gli insegnanti che si incontrano. Gli insegnanti contano più dell’istituto e dei programmi. Negli Stati Uniti un programma statale (Race to the top) e diverse Organizzazioni non governative (Teach for America, New teacher Project, …) cercano di capire quali sono gli indicatori che permettono di individuare i bravi insegnanti. Studiandoli, intervistandoli, esaminando anche i risultati degli alunni (in entrata e in uscita); risultati, che benché non possano essere l’unico indicatore, ne costituiscono un pezzo importante. Teach for America ha scoperto che i bravi insegnanti fissano obiettivi alti per i lTeach-For-America-New-Jobs-2oro studenti. Cercano continuamente di migliorare il loro metodo. Coinvolgono studenti e famiglie nel metodo di insegnamento. Programmano con obiettivi precisi e a ritroso dall’obiettivo che vogliono raggiungere. Soprattutto sembrano instancabili e non si arrendono mai alla burocrazia e alla mancanza di fondi. Controllano che i bambini e le bambine stiano seguendo e comprendendo. Fanno lavorare in gruppo e fanno in modo che gli alunni che capiscono spieghino agli altri. Usano tecniche di linguaggio non verbale, come cartelli e segni. Fin qui però non c’è ancor nulla per capire le eccellenze. In realtà uno dei criteri decisivi che discrimina il bravo maestro è l’apprendimento continuo e la riflessione continua sul metodo. Questo ha portato ad osservare i docenti migliori tra quelli che stavano sempre rifinendo e cambiando il metodo di lavoro. Infine anche la grinta, un miscuglio di tenacia e passione per gli obiettivi a lungo termine, e la soddisfazione, come qualità che permette di comunicare zelo e passione, sono segnalati come criteri decisivi. Seguendo le indicazioni di Farr, autore di Teaching as Leadership, sarebdonmilanibe l’attitudine alla leadership, cioè l’aver gestito qualcosa che ha prodotto risultati tangibili, uno degli strumenti migliori di misurazione. Insomma la povertà influisce sull’apprendimento ma se si incontrano maestri in gamba la vita può prendere un altro destino. Anche se alcune proposte che emergono dall’articolo possono fare sorridere gli insegnanti europei, la questione della valutazione degli insegnanti, rimane un tabù da iniziare a mettere in discussione.

Leggi l’articolo intero

Amanda Ripley, “What makes a great teacher”, the Atlantic, gennaio 2010; trad. it “Ecco il bravo maestro”, Internazionale, 12/18 febbraio 2010

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Un commento su “Ecco il bravo maestro

  1. Simone Lanza
    22 marzo 2016

    L’ha ribloggato su 400 COLPI GloBildung.

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Questa voce è stata pubblicata il 20 gennaio 2014 da in autorità, scuola, valutazione.

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