Non c’è più tempo per il gioco libero

Oggi i bambini e le bambine non hanno più tempo per giocare tra di loro. tempo per esplorare, tempo per annoiarsi, tempo per inventarsi giochi, tempo per mettersi nei guai e tempo per tirarsene fuori da soli. tempo per stare con coetanei senza adulti. La vita a scuola e nel tempo libero è gestita e organizzata dagli adulti. Solo giocando possono acquisire le abilità sociali che gli serviranno da grandi: ascoltare gli altri, essere creativi, gestire le emozioni e affrontare i pericoli. streetgamesL’autore descrive il declino del tempo libero che bambini e bambine hanno a disposizione negli ultimi 40 anni collegandolo con altre salienze delle metamorfosi dell’infanzia: la diminuzione dell’empatia, l’aumento del narcisismo, la diminuzione della creatività e dell’elaborazione creativa. Importanti abilità del vivere insieme, che tutti i grandi mammiferi sviluppano tramite il gioco libero sono in pericolo: in particolare il gioco libero in gruppo permette lo sviluppo di capacità relazionali, capacità di contrattare e mediare, capacità di gestire emergenze e pericoli. Sport organizzati da adulti e tempo libero sottratto al gioco libero hanno, come in un esperimento fatto con ratti e scimmie, stanno provocando blocchi emotivi, chiusura, paura e aggressività. La privazione del gioco sarebbe persino la causa di ansia, depressione e della crescita di bambini e bambine più svantaggiate.

leggi l’intero articolo: Lasciateli giocare

Peter Gray, psicologo e ricercatore del Boston College, dalle pagine del magazine Aeon ha scritto “The Play deficit, Aeon, 18/9/2013; trad. it. “Lasciateli giocare”, Internazionale, 20-26/12/2013; dello stesso autore Free to learn, 2013.

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Simone Lanza

Sono nato nel 1971 a Milano, ma ho avuto la fortuna di scegliere di migrare e finora ho cambiato 18 dimore. Vivo con S. che ha messo al mondo A. e insieme riempono la mia vita di gioia e rendono le fatiche più leggere. Lavoro attualmente come maestro elementare presso la scuola all’aperto Cesari (Niguarda, Milano). Conduco la trasmissione radio 400 COLPI su RBE. Ho lavorato nella cooperazione sociale come direttore di cooperativa, responsabile del personale e responsabile economico-finanziario. Dal 2001 al 2005 sono stato vicedirettore del centro ecumenico di Agape. Dopo la laurea in filosofia a Urbino nel 1998, avevo conseguito il master in cooperazione e sviluppo a Pavia e quello di management delle imprese sociali a Torino; recentemente ho conseguito anche la laurea di scienza della formazione a Torino. Nella cooperazione internazionale avevo lavorato in Chiapas e, in Italia, nell’ambito della formazione di cooperanti. Ho pubblicato qualche articolo di carattere antropologico, etico e politico. Ho collaborato con gruppi di appoggio zapatisti e di solidarietà con i migranti; ho organizzato seminari e conferenze su diversi temi legati alla globalizzazione e all’educazione, insomma ho contribuito e continuerò a contribuire alla circolazione e contaminazione di idee per costruire un mondo con meno ingiustizie sul pianeta terra.

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